SOLO OSSA: I Vampiri cattivi cattivi di Luca Ruocco tornano nel sequel di “Denti da Latte”
Il racconto è ambientato durante la notte di Halloween. La prefazione è di Claudio Chiaverotti
Il mondo horror grottesco e spaventoso ideato da Luca Ruocco con il romanzo Denti da Latte torna in libreria con il nuovo capitolo della saga: Solo Ossa. Nel nuovo libro di Ruocco, sempre edito da Bakemono Lab, al piccolo succhiasangue Vali e a suo padre Bela, si unisce un nuovo co-protagonista tutto da scoprire che trascinerà i suoi nuovi amici e i lettori all’interno di una memorabile avventura ambientata durante la notte di Halloween! Come il precedente capitolo, anche Solo Ossa è una storia pensata per gli amici dell’horror più giovani che stanno compiendo i primi passi dentro il lato più oscuro dell’universo del genere fantastico, ma riesce ad essere una lettura curiosa e divertente anche per i Vampiri millenari più stagionati, che di certo troveranno rimandi e contaminazioni ad hoc dedicate a una visione più consapevole!

A due anni di distanza da “Denti da Latte”, i Vampiri cattivi cattivi di Luca Ruocco tornano a non-vivere nel romanzo sequel “Solo Ossa”. Cosa provano a insegnare i tuoi vampiri ai piccoli lettori?
Più che insegnare provano a condividere dei pensieri, dei ragionamenti a cui arrivano vivendo avventure che li portano a scoprire (e a far scoprire) concetti e verità che nella realtà non sembrano così scontate, anche se forse dovrebbero esserlo. Nel primo libro il conte Bela si trova all’improvviso padre di Vali, un piccolo Vampiro che dei succhiasangue non ha però nessuna caratteristica. L’adulto, che è un principe della notte molto attaccato alle tradizioni, ha difficoltà a rapportarsi con il nuovo arrivato, ma il viaggio rocambolesco cominciato insieme lo porterà a scoprire che “non esistono Vampriri sbagliati, solo Vampiri unici.”. In “Solo Ossa” Vali è cresciuto e frequenta la sua scuola per creature della notte. Lì si trova a vivere, insieme a un Vampiro ancora più atipico di lui, situazioni poco piacevoli, proprio a causa di quelle particolarità che lo fanno apparire poco accomunabile allo standard del Vampiro tipo. Ma questo standard esiste davvero?
Personalmente, poi, intendo i miei romanzi come un primo passo per addentrarsi all’interno di un genere, l’horror, che può regalare ai giovani lettori momenti davvero magnifici e visioni stupefacenti. Anche se è coniugato in chiave di incubo.
Il racconto è ambientato durante la notte di Halloween. Quante e quali suggestioni per uno scrittore intorno a questa festa? Nel caso di “Solo Ossa” quanto ti sei divertito ad ambientare il sequel di “Denti da Latte”?
Halloween per i Vampiri e per le altre creature della notte è un po’ come la notte di Natale. Si tratta dell’unica notte dell’anno in cui i vivi si camuffano da esseri spaventosi e le differenze tra loro e i non-morti si assottigliano. Almeno all’apparenza. Come i bambini vivi, anche i piccoli non-morti si organizzano per andare a bussare alle porte dei vicini per giocare a “morsetto o scherzetto”. Ma Vali e i suoi amici bussano alla porta sbagliata e la loro notte di Halloween diventa all’improvviso molto più avventurosa di quanto potessero aspettarsi.
Fuori dal libro, a casa mia è Halloween tutto l’anno. Anche per me questa è una festa sacra, ed è ancora più divertente da quando sono diventato zio. Ambientare il secondo capitolo durante questa festività è stata una scelta naturale.
Il romanzo è pensato per i più piccoli o può coinvolgere anche i più grandi?
Ho iniziato il mio viaggio all’interno del mondo dell’orrore da piccolissimo, grazie alle storie di fantasmi che mio nonno mi raccontava quotidianamente, cercando di farmi addormentare. La saga “Denti da Latte” è nata proprio dall’intento di provare a mia volta a creare un modo per far avvicinare i fruitori più giovani a questo genere spaventoso ma affascinante, pieno di creature bizzarre e meravigliose. Un genere da cui, una volta entrato, non sono più voluto uscire. “Solo Ossa”, come il suo predecessore, è chiaramente scritto e pensato per i più piccoli, ma è pieno di riferimenti, citazioni e messaggi indirizzati ai lettori più grandi. I motivi sono due: innanzitutto perché così i due romanzi possono rivelarsi letture piacevoli anche per gli adulti. In secondo luogo, cosa per me ancora più importante, perché immagino che il miglior modo di leggere “Solo Ossa” e “Denti da Latte” sia insieme, bambini e adulti, per condividere un bagaglio di esperienze comuni nel campo del misterioso e del fantastico.
“Solo Ossa” ci parla di creature della notte mischiando horror, ironia e valori sociali. Lo trovi un modo genuino e costruttivo per approcciarsi alle storie del terrore? Oggi, in una società piena di “orrori”?
Penso che l’ironia si sposi bene con il fantastico e l’horror. Uno dei miei film del cuore, “Ghostbusters”, è l’esempio perfetto di quanto possa essere positiva questa alchimia. Nei miei due romanzi c’è un’atmosfera bizzarra che rende più leggero l’approccio dei più piccoli al mondo delle creature della notte. Ma è importante sottolineare che i Vampiri di “Solo Ossa” sono in tutto e per tutto Vampiri, non edulcoriamo in nessun modo il senso e gli intenti di queste creature. Per quanto riguarda i valori sociali, per me non c’è un altro genere che, come l’horror, sia capace di restituire un ritratto così puntuale e preciso della realtà in cui è temporalmente calato, utilizzando però le frecce dell’immaginazione. Sono cresciuto seguendo l’idea sclaviana che “i veri mostri siamo noi” e non quelli che amo leggere su libri e fumetti o guardare nei film, e il mondo che noi, i miei Vampiri e i giovani amici dell’horror stiamo vivendo è davvero pieno di mostri. Nel romanzo provo a parlare anche di questo.

Stai già pensando al terzo capitolo?
Pensa che nella mia idea iniziale “Denti da Latte” avrebbe dovuto essere una storia autoconclusiva. Si è trasformata in una piccola saga, con “Solo Ossa”, grazie alla proposta di Valentina Cestra, boss della casa editrice Bakemono Lab, che ha visto nella storia di Vali e Bela la scintilla della serialità. Sì, sto lavorando ad un terzo episodio. Dovrebbe arrivare in libreria a fine 2026.
Claudio Chiaverotti, sceneggiatore e maestro del fumetto che ha firmato storie per Dylan Dog, Brendon e Morgan Lost, ha curato la prefazione del libro. “Solo Ossa è la fiaba che vorresti farti raccontare per non addormentarti, ma per contrasto vorresti sognarla ancora e ancora e ancora, per sentirti quel ragazzo-vampiro che si affaccia alla non-vita.”
Questa la sinossi del nuovo romanzo di Luca Ruocco: A scavare in mezzo alle tombe nel cuore della notte non si tira fuori mai niente di buono. A meno di non essere Vampiri e avere l’abitudine di girare per camposanti alla ricerca di feretri dal passato interessante. In quel caso può succedere infatti di imbattersi in creature bizzarre che, sorgendo da un tumulo che credevano eterno, abbiano ancora qualcosa da dire o da fare. Qualcuno addirittura, come scopriranno il giovane Vampiro Vali e suo padre Bela, potrebbe avere anche un corpo e una memoria da voler recuperare.
*Roberto Sciarrone, Ph.D in Storia d’Europa, giornalista professionista