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Natale di sangue

Il conflitto russo-ucraino ancora in corso. La “tregua di Natale” (1914) ci racconta che tutto è possibile

Quasi quattro anni di guerra, la guerra continua. 

Dopo settimane di dichiarazioni fiduciose e aspettative, l’ultimo vertice di Mosca non ha portato la tanto attesa svolta sul fronte ucraino. Dopo quasi cinque ore di colloqui al Cremlino con l’inviato speciale Usa Steve Witkoff e Jared Kushner, genero del presidente americano Donald Trump, Vladimir Putin ha definito l’incontro “utile e costruttivo”. Ma ha aggiunto: “La pace non è più vicina”. Alla domanda se Putin avesse respinto il piano il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov ha risposto che “non è esatto”, aggiungendo che “alcune cose sono state accettate, altre sono state contrassegnate come inaccettabili” Intanto, la tensione con l’Europa è alle stelle e l’incontro a Bruxelles tra Volodymyr Zelensky e gli inviati statunitensi di ritorno da Mosca non ha avuto luogo a causa del ritorno dei due direttamente a Washington. Il motivo dell’annullamento, al momento, non è stato reso noto. Quali i nodi alle trattative? Sul tavolo dell’incontro tra inviati americani e rappresentanti russi c’era l’ultima versione del piano di pace elaborato da Trump e modificato dopo i due incontri tra le delegazioni ucraine e americane, a Ginevra e a Miami. Il primo riguarda, come sempre, la cessione di territori da parte di Kiev. La Russia vuole che l’Ucraina accetti di consegnare al Cremlino l’intero Donbass, comprese le aree che Mosca ancora non controlla e ritenute più difficili da espugnare per le sue truppe. Al contrario, Kiev chiede un cessate il fuoco basato sull’attuale linea del fronte. Centrali, nello stallo per un accordo, anche le garanzie di sicurezza per Kiev e il suo possibile ingresso nella Nato. Su questo punto ha chiarito Rutte, “nella Nato si entra se c’è il consenso fra tutti gli alleati, e per quanto riguarda l’Ucraina questo consenso al momento non c’è”. 

Ci sarà una tregua a Natale? Durante la Prima guerra mondiale, tra il 24 e il 25 dicembre del 1914 (primi mesi di guerra) accadde il miracolo: gruppi di giovani uomini vestiti con uniformi diverse, in un campo innevato sfigurato dalla battaglia, si scambiano fotografie, liquori, cioccolata in un’atmosfera di pace e fratellanza. Erano soldati tedeschi e inglesi. Passata alla storia come “tregua di Natale” (Christmas truce, Weihnachtsfrieden, Trêve de Noël) si trattò di una serie di “cessate il fuoco” non ufficiali avvenuti nei giorni attorno al Natale del 1914 in varie zone del fronte Occidentale della Prima guerra mondiale. Ma c’è di più. Durante la vigilia di Natale molti soldati tedeschi, britannici e in misura minore francesi oltre a lasciare spontaneamente le trincee per incontrarsi e scambiarsi cibo e souvenir celebrarono comuni cerimonie religiose e di sepoltura dei caduti, e intrattennero rapporti amichevoli tra loro al punto di organizzare improvvisate partite di calcio. La tregua però non fu un evento organizzato, né universalmente diffuso: in diverse zone del fronte i combattimenti proseguirono per tutto il giorno di Natale. Gli eventi della tregua del 1914 non furono riportati dai media per giorni, un’autocensura rotta il 31 dicembre 1914 dal The New York Timesstatunitense (paese in quel momento ancora neutrale). A seguire i giornali britannici nei primi giorni di gennaio del 1915 riportarono numerosi resoconti degli stessi soldati, inviati alle famiglie, nonché editoriali che commentavano “una delle più grandi sorprese di una guerra sorprendente”. 

La “tregua di Natale” ha poi influenzato la cultura pop negli anni a venire, dal video di Pipes of Peace, tratto dall’omonimo album di Paul McCartney (1983) – dove si presenta una versione rielaborata degli eventi della tregua di Natale al romanzo di Ken Follett La caduta dei giganti dove si cita l’episodio. E ancora dal film franco-anglo-tedesco Joyeux Noël – Una verità dimenticata dalla storia (2005), di Christian Carion, a Silent Night, un’opera in due atti di Kevin Puts basata sulla trama del film, Premio Pulitzer per la musica nel 2012. 

Tregua di Natale. Accadrà ancora il miracolo? Il “miracolo” del Natale 1914, due avversari che dimenticano l’odio per unirsi in un abbraccio di pace, rimase un fatto quasi isolato e ben presto scolorì nel mito, tanto più quando il senso popolare degli europei per quella guerra cambiò di segno: non più eroico fatto d’arme ma carneficina insensata che – di fatto (e come tutte le guerre) – aveva spazzato via una generazione. La “tregua di Natale” vista come la dimostrazione che gli uomini sono fondamentalmente buoni e che erano stati spinti alla guerra da governi irresponsabili, tanto che appena liberi di farlo avevano scelto la pace e la fratellanza. Accadrà ancora? Noi ce lo auguriamo. 

Nella foto: Christmas Truce – December 1914

Soldiers of the 5th London Rifle Brigade with German Saxon regimental troops during the truce at Ploegsteert, Belgium.

Color by Christos Kaplanis https://www.facebook.com/kaplanisart

*Roberto Sciarrone, Ph.D in Storia d’Europa, giornalista professionista