Numero 32, Novembre 2025

In copertina: “Aleph | Omaggio a Lene Vestergaard Hau, 2001”
La mia ricerca si concentra sullo studio dei fenomeni fisici. Il ramo che mi interessa più è quello della luce, che considero la fonte di ogni possibile percezione.
Artista: Patrizio Travagli
PATRIZIO TRAVAGLI
La mia ricerca si concentra sullo studio dei fenomeni fisici. Il ramo che mi interessa più è quello della luce, che considero la fonte di ogni possibile percezione.
La mia arte si propone di portare gli spettatori a ripensare la loro percezione dello spazio, indipendentemente dalla vasta gamma di tecniche che uso: pittura, scultura, video, fotografia e installazione. Collaboro spesso con scienziati e professionisti di altri campi, come architetti e designer, al fine di ottenere un risultato completo.
Nella mia arte, originata in un luogo razionale e scientifico, l’intenzione è guidare gli spettatori in un viaggio in cui la loro conoscenza dello spazio è messo alla prova, rivelando le impercettibili e nuove dimensioni che si estendono verso l’infinito.
L’opera, così creata, tocca ogni aspetto della percezione, collegando la nostra esistenza alla scienza, alla natura, alla storia e alla religione.
Come si rappresenta visualmente un concetto? Merz negli anni ’70 diceva che il suo più grande quesito è stato: come si può rappresentare un fenomeno in forma artistica?… Vedo nel tuo lavoro un tentativo riuscito di intervenire negli “eventi” e presentarli sotto una forma illusionista…”. L’atto della memoria è l’atto di fermare il tempo” dice Edmond Jabes. Tu entri nel Museo e dichiari che il tempo non si può fermare…
Amnon Barzel
da “Trans-morphé – Museo La Specola”