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Charles Papa, La taverna del vicolo sbagliato (Big Box Edizioni, 2026)

L’autore e speaker radiofonico completa la sua trilogia sul tempo


Alcuni luoghi non esistono solo nello spazio, ma nel tempo. E non tutto viene cancellato via dallo scorrere dei giorni, delle stagioni, dei secoli. Diversi livelli temporali, vite sospese, e un continuo irrompere della realtà sul piano diacronico dell’esistenza, che si scopre frammisto di istanti, possibilità altre, non una linea temporale ma, come sottolinea l’autore, “una soglia da attraversare”. Full immersion nelle possibilità infinite della scrittura per Charles J. Papa, che con il recentissimo romanzo La taverna del vicolo sbagliato (Big Box Edizioni, 2026), completa la trilogia sul tempo iniziata nel 2020 con il volume Sette giorni e proseguita con Nuova Stoccolma (2024), entrambi editi dalla Big Box Edizioni.

Ci eravamo lasciati con la compressione temporale di Sette giorni, il cui protagonista e dj Andrea Nyman aveva vissuto, condensandola in una settimana, in realtà un›intera esistenza; siamo rimasti colpiti dal finale ad effetto di Nuova Stoccolma, un romanzo distopico e fantascientifico in cui la modernità o meglio la postmodernità della nostra società si era impressa nella pluralità dei diversi livelli narrativi e piani di lettura, in una inafferrabilità del tempo e della vita tra veglia, sonno, sogno e scrittura che aveva sancito un viaggio nel metaverso, un viaggio nella complessità dell’animo umano, attraverso il mondo parallelo di Carlo Senigallia e le spettacolari allucinate verità della sua quotidianità. Già con i precedenti romanzi, dunque, non era stato difficile per l’autore e speaker radiofonico e dj molisano indagare gli abissi dell’identità attraverso le feritoie dell’anima e dell’amore, tra desideri inconsci e fragilità, tra drammi umani e livelli di coscienza, che ritornano adesso ne La taverna del vicolo sbagliato per un viaggio permeato di mistero e introspezione, dove il tempo non è una linea, ma un punto obbligato di passaggio per giungere alla verità. È in questo senso che la musica, che del libro è parte integrante in un dialogo con l’assetto narrativo, si pone sulla base della complementarietà e della corresponsione per farsi elemento distintivo della trama verbale all’insegna di una simultaneità che non si esaurisce nell’ istante precipuo ma crea connessioni plurime. La musica, con il suo ritmo, con le sue alternanze e pause, con i suoi chiaro-scuri simili a quelli di un dj set, è elemento narrativo per eccellenza, enfatizzando quel gioco di specchi e richiami simbolici che attraversa la scrittura nei suoi piani temporali, a riconferma di un passato che continua ad avere connessioni con il presente e viceversa. Siamo nel 1827, una taverna nascosta nella Foresta Nera accoglie viandanti irregolari e destini spezzati.

Tra quelle mura, Lorraine Taquinze custodisce un sapere antico, fragile e pericoloso, destinato a sopravvivere solo attraverso chi è disposto a pagare il prezzo della conoscenza. Nel presente, William Doyle, manager di successo in fuga dal fallimento del proprio matrimonio, entra in possesso di un enigmatico libro giapponese legato alla misteriosa Confraternita della Pietà e inizia un viaggio fatto di rivelazioni, legami inattesi e verità rimaste in sospeso per secoli. Mentre passato e presente iniziano a riflettersi l’uno nell’altro, William dovrà affrontare ciò che ha perduto e ciò che ha sempre evitato di vedere. Perché alcune storie non finiscono mai davvero. Cambiano solo i testimoni. Paragonato più volte a Nick Hornby per la capacità di descrivere “le sofferenze e la leggerezza, a volte superficiale, dell’uomo contemporaneo”, Charles Papa consegna un romanzo sulle nostre vite sempre più apparentemente slegate da una dimensione temporale dell’esistere, recuperando, umanizzandolo, quel legame tra passato e presente che è essenziale per comprendere chi siamo per davvero. Charles J. Papa è un dj, scrittore, giornalista (ODG Roma, 2004) italo- inglese. Tra le sue innumerevoli attività, crea e coordina eventi attraverso l’associazione culturale Calliope, di cui è presidente. Voce di Radio Luna, da sue idee nascono SmallTalk, Alfred4, RadioLove. Presta la voce per eventi e concorsi. Nel 2000 pubblica I sordi attorno a noi, reportage su Radiofrequenza, nel 2020 esce il romanzo Sette giorni, nel 2024 Nuova Stoccolma (Bigbox Edizioni), La taverna del vicolo sbagliato è il suo terzo romanzo.

*Laura D’Angelo, scrittrice, poetessa