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VerbumPress

Numero 36, Ottobre 2026


In copertina: “NO MORE WAR”, elaborazione di una immagine digitale basata su IA generativa, stampa su carta fotografica trasferita su Dibond, cm. 40 x 40, 2026.

Questa mia opera, è la mia quinta realizzata con la AI generativa, esperienza iniziata solo da pochi mesi, ma per me molto interessante e stimolante. La mia opera è l’immagine drammatica di un paesaggio devastato dalla guerra. Edifici distrutti, un cielo illuminato da nuvole di un rosso che ricorda le fiamme in cui sono finiti palazzi, terreni, costruzioni di ogni genere. Vi è anche un uomo, a terra, coperto in parte da una tavola, sarà morto? Sarà ferito? No, si è nascosto per non vedere tutto quanto di orribile gli accade intorno: ma non è così che vanno vissute le tragedie della vita, non dobbiamo nasconderci, mai, dobbiamo partecipare in qualsiasi modo possibile, affrontando la realtà consapevoli che possiamo, se vogliamo, cambiare la vita e il mondo. Abbattiamo quei confini che ci rinchiudono nelle consuetudini, nell’oblio del vero straordinario senso della vita. La mia opera vuole essere un grido disperato, un appello a non nasconderci mai, ma partecipare, sempre, a tutte le vicende del mondo, specialmente in questo angosciante tempo di guerre, di terre martoriate, e di morte. Non dimentichiamo, infine, le parole di Martin Luther King “Non mi preoccupano le cattiverie degli uomini malvagi, ma il silenzio degli uomini buoni”.


Franca Lanni ha composto “NO MORE WAR”, elaborazione di una immagine digitale basata su IA generativa, stampa su carta fotografica trasferita su Dibond, cm. 40 x 40, del 2026, che riesce a colpire per la profondità, davvero significativa e sintomatica, oltre ogni ragionevole dubbio. Con grande capacità comunicativa elabora sempre singolari immagini, tutte protese ad agganciare attenzioni massime e a svolgere, su piattaforme elaborate, con felice sintesi idonee sintassi illustrative su disposizioni fortemente legittime e debitamente rappresentative. Con visioni sintetiche impagina riflessioni attente e di valori, per giustamente determinare un “focus” sensitivo. Opera su un felice e particolare registro immersivo con l’abilità di un linguaggio diretto, nutrito di competenze visive, per corroborare una linfa vitale e destinare scansioni temporali per presentare un’unione tra conoscenza e comprensione. Le sue impronte d’espressione pittorica si rialzano in appaganti e icastiche inquadrature e si confrontano in una mera operatività progettuale. In una relazione stretta tra colore, energia svettante e sperimentazione cromatica potenzia e fortifica un percorso civile.