Molise a due voci: tra denuncia e speranza
Da Barone e Del Cioppo un invito alla tornanza nel nuovo saggio della Ianieri
La chiamano restanza: o per meglio dire, volontà di rimanere in un posto, con il desiderio di renderlo migliore, abitabile e abitarlo. Ma è anche ciò che è, e rimane, si legge nel vocabolario Treccani, e, nella pregnante definizione di Vito Teti, da cui nasce l’interessante neologismo, restanza è anche quel fenomeno del presente che riguarda la volontà o la necessità di generare un nuovo senso dei luoghi. Significa «sentirsi ancorati e insieme spaesati in un luogo da proteggere e nel contempo da rigenerare radicalmente» (V. Teti, Einaudi, 2022).

Se partire è uno dei due poli della storia dell’umanità, da sempre protagonista di migrazioni e ritorni, anche restare è dare valore e possibilità ad una narrazione differente, in cui il luogo possa farsi soggetto, teatro e coautore di nuove forme di abitabilità e di valorizzazione. Ed è questo il senso del volume Molise a due voci: tra denuncia e speranza. Intervista a Lino del Cioppo, a cura di Antonello Barone ed edito dalla casa editrice Ianieri Edizioni (2025). In un momento particolare per le regioni più facilmente soggette allo spopolamento, Molise a due voci offre un nuovo contributo alla restanza, o per meglio dire, alla tornanza, che non è, così come per il paesologo Franco Arminio, esclusivamente occasione sentimentale di attaccamento alle radici, ma vera e propria possibilità di crescita e di innovazione. Partendo da un dato di fatto: la regione Molise (nello specifico, ma non solo) è sempre più povera di abitanti. Spopolamento, denatalità, condizioni endemiche e difficoltà intrinseche. In un viaggio tra denuncia e speranza, Molise a due voci esplora le sfide e le opportunità di una regione che rischia di scomparire ma che può ancora reinventarsi. Come? Tornando, restando, investendo e creando possibilità. Attraverso l’intervista a Lino Del Cioppo, imprenditore molisano di successo, il saggio racconta il coraggio di tornare, di investire in un territorio spesso dimenticato, di trasformare la provincia in un laboratorio di innovazione e crescita. Il Molise non esiste? Il Molise resiste? Sono tanti i meme che circolano online, diventando dei veri e propri slogan instagrammabili e sempre più di tendenza nel panorama social. Il Molise esiste, ma rischia di pagare cara la propria unicità di regione periferica, lontana dalle grandi rotte del panorama della contemporaneità: dalla crisi demografica alla fuga dei giovani, dalla sanità in difficoltà alla mancanza di infrastrutture, il Molise è tuttavia il simbolo di un Sud Italia che cerca riscatto. Una regione che diventa un’occasione da cogliere. Per chi vuole tornare. Per chi vuole restare, investendo in un futuro diverso. Un libro agile che non solleva soltanto interrogativi, ma cerca di dare risposte: imprenditorialità, analisi approfondita del capitale umano presente sul territorio, diversificazione, capacità di innovare sfruttando le tecnologie, capacità di reinventarsi, in un dialogo che intreccia storie personali, analisi economiche e di sviluppo, visione globale e ecosostenibile. Antonello Barone, nel dialogo con Lino del Cioppo, imprenditore controcorrente che ha scelto di investire in Molise, conduce il lettore all’interno di una terra che ha ancora tanto da offrire, una terra che può farsi laboratorio di innovazione e di tradizione, da cui far giungere un invito all’invasione: restate, tornate, per una possibilità concreta di riscatto. Un ritorno che è un atto di responsabilità e di speranza. Antonello Barone è un professionista in public affairs e comunicazione politica, istituzionale e ambientale. Ha ideato e dirige il Festival del Sarà –Dialoghi sul futuro, evento che ogni anno riunisce in riva all’Adriatico menti illuminate per ragionare sul futuro dell’Occidente. Lino del Cioppo è fondatore, presidente e amministratore delegato di Key Partner.
*Laura D’Angelo, scrittrice, poetessa