Laura D’Angelo, Mio amore, Interno Libri Edizioni, 2026
Il candore e la perizia di un’Autrice che lascia tracce marcate lungo il suo cammino
Quello dell’amore sembra essere il filo conduttore della poetica di Laura D’Angelo, se “Mio amore”, silloge di componimenti in poesia e prosa (in parte), rappresenta ora l’evoluzione (o forse la continuazione) di una riflessione intima, ma ancor più universale, rispetto a una tematica che è vero possa investire la sfera personale dell’Autrice in ogni sua piega e flessione, ma che vuole in qualche modo anche tendere a profilare un pensiero “filosofico”, un procedimento, a dire, già intrapreso da “Cuore puro” e “Poesia dell’assenza” (poesie) e da “Sua maestà di un amore (narrativa), sue opere precedenti, che insegni al lettore a districarsi nei reticoli impervi di questa materia, che si direbbe essere il termometro dei giorni in una visione quasi totalizzante per la scrittrice. E così in questa nuova raccolta l’io lirico è preponderante e la pienezza del cuore è espressa in decine e decine di versi che con grande maestria l’Autrice dilata attraverso un lessico che esprime sia la pluralità della fenomenologia del sentimento amoroso sia aperte metafore che comunque si nutrono e si sostanziano dell’amore (si vedano ad esempio le liriche “Termoli è” o la bellissima “Istruzioni per cucinare”). Si scrivono pertanto versi che nel loro frammentismo (il verso sembra “gocciolare”, addensarsi a grumi, parola dopo parola, in un distillato avvolgente di significato) tentano di dare argine e fine all’oceano di parole che Amore genera. La scrittrice, appunto, tenta, consapevole del fatto che possa non riuscire a farlo, certa che la parola – a un certo punto – non riesce più a esprimere, volge all’“ineffabile” e abbisogna di altri versi e di parole nuove ed altre…

“Se si potesse con la poesia”, scrive allora la Poetessa, “prendersi cura/ di un giorno/ che muore […] stringere al petto/ il pianto di un dolore/ che non ha voce […] tornare ai passi/ bambini/ alla luce di quel primo/ sorriso, a quel/ fiocco/ di neve/ che mi cantavi, o a quel tuo/ cielo di stelle/ accese… Tante le evocazioni della più alta poesia d’amore scritta in ogni tempo, prima fra tutte quella di Dante e di Petrarca (quest’ultimo in particolare per i connotati “amenici” della natura-specchio del sentire dell’Autrice e per il carattere dialogico che assume il significato, ma anche, nella sezione “Che l’amore sia”, una sorta di vademecum, una sintesi esperienziale, oltre che esistenziale, che titola “L’amore che ti voglio dedicare”. Anche in questo caso, come nel resto del libro, il “tu” del destinatario è solo interlocutorio: è un lettore, cioè, che voglia interrogarsi sul proprio sentimento e dialogare con se stesso, pervenire attraverso lo scavo interiore a quella parte bambina, a quel “fanciullino” che è connaturato ad ogni uomo e che solo fa esprimere il poeta con voce “pura”.
Una prova poetica che restituisce tutto il candore e la perizia di un’Autrice che sicuramente lascia tracce marcate lungo il suo cammino, letterario e professionale.
Un’Autrice che insegna a leggerci dentro, a “sentire” il fragore del cuore e ad amare attraverso il “Mio Amore”, che è tuttavia “un” modo non solo suo di parlare di Amore.

Nota biografica: Laura D’Angelo è docente a contratto di Patrimonio letterario e territorio presso l’Università degli Studi del Molise. Dottore di ricerca in Studi Umanistici, filologa classica e critico letterario, ha pubblicato Mitografie della modernità tra letteratura e critica (Rubbettino Università, 2026), per la poesia, Mio amore (Interno Libri, 2026), Cuore puro (Interno Libri Edizioni, 2024), Poesia dell’assenza (Il Convivio, 2023), per la narrativa Sua maestà di un amore (Scatole Parlanti, 2021). È redattrice per diverse riviste specialistiche. Ha recentemente firmato la prefazione al volume su Francesco Jovine, Un uomo provvisorio. Racconti, a cura di A. Mucciaccio (Volturnia edizioni 2026), al volume di Enrico Grandesso, Gli altri vedono il clown (Campanotto Editore, 2025) alla raccolta poetica di Daniel D. Marin e Ofelia Prodan, Epistole sarde (Il Convivio Editore, 2025, in traduzione romena). È inoltre giornalista pubblicista e scrive per il mensile dell’Ordine dei giornalisti del Molise.
*Ida Di Ianni, scrittrice, editrice