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La vitivinicoltura sostenibile: VENICA & VENICA

Novantacinque anni di storia

Venica & Venica ha presentato il suo primo bilancio di sostenibilità nel corso di Vinitaly 2019. Da allora è impegnata a raccontarsi anche attraverso tale importante strumento, redatto sia in Italiano che in Inglese. È un’azienda agricola familiare con 109,8 ettari complessivi, di cui 41,6 ettari di vigneto, 49,1 ettari di bosco e 19,1 ettari restanti (cantina, prati, strade, corsi d’acqua), tutti collocati nella zona di produzione D.o.c. Collio. La famiglia vive a Dolegna del Collio dal 1930, quando nonno Daniele comprò la casa in cui viveva e i terreni che lavorava come mezzadro. I vigneti dell’azienda sono dislocati lungo i dolci declivi del Collio che si estendono, a forma di mezzaluna, da Gorizia fino a Dolegna del Collio lungo il confine sloveno. I terreni sono costituiti da marne ed arenarie stratificate d’origine eocenica, note con il nome di “Ponca”. Queste stratificazioni, in parte anche rocciose, si disgregano facilmente sotto l’azione degli agenti atmosferici, originando degli elementi grossolani che si evolvono in un terreno dapprima granuloso ed infine assai minuto che, nel volgere di poche stagioni, si trasforma in un substrato ideale per la viticoltura, apportando ai vini mineralità e sapidità.

Il capostipite Daniele aveva imparato a coltivare secondo i ritmi della Natura perché la cultura contadina, prima dell’avvento della meccanizzazione e della chimica, non poteva che assecondare Madre Natura, ascoltarla e rispettarla per poter trarre il massimo beneficio con le scarse possibilità tecniche del tempo.

Gli insegnamenti di nonno Daniele sono stati portati avanti da papà Adelchi e poi dal figlio Gianni, coadiuvato da mamma Ornella e dalla quarta generazione rappresentata da Giampaolo e Serena.

CANTINA

L’azienda da anni ha intrapreso un cammino per riscoprire i suoi valori fondamentali, interpretati alla luce di un approccio rigoroso con forti basi scientifiche e tecniche. Così oggi, seguendo l’esortazione di Luigi Veronelli di “camminare la vigna”, si impegna a seguire un percorso di osservazione e programmazione attento alla pianta, alle sue radici, al terreno nel quale vivono, all’ambiente che sta tutto intorno e del quale si sente custode.L’azienda offre ai propri ospiti la possibilità di fare un soggiorno esclusivo in azienda per riscoprire tradizioni e sapori perduti; per apprezzare un ambiente dal fascino sottile e multiforme; per regalarsi qualche giorno di relax e serenità apprezzando i grandi vini del Collio nella loro culla di origine.

Da sempre l’azienda unisce la passione per il territorio in cui vive e il desiderio di accogliere chi vuole scoprirlo. Per questo motivo la cantina non è mai stata solo un luogo dedicato alla produzione del vino, ma anche uno spazio dedicato all’ospitalità e alla cultura. La tenuta di famiglia apre le sue porte ogni giorno ad un numero limitato di ospiti che vogliono visitare la cantina storica e degustare i vini dell’azienda. La visita, oltre alla spiegazione dei procedimenti di vinificazione, si articola in un percorso contraddistinto da porte che ricordano le generazioni e si aprono a nuovi spazi verso il futuro. La degustazione guidata dei vini è accompagnata da formaggi tipici locali di diverse stagionature.

WINE RESORT

Per tutti coloro che vogliono vivere un’esperienza unica in Collio, l’azienda offre la possibilità di soggiornare all’interno dello storico insediamento di famiglia dotato di sei camere e due appartamenti. Le camere sono ricavate ai piani superiori di una casa di campagna di fine ‘800. Qui la storia della famiglia ebbe i suoi inizi e tutt’oggi al piano terra si trova una parte della suggestiva Cantina dell’azienda.

I due appartamenti si trovano nella “Casa del bosco”, un edificio agli inizi di un bosco naturale, dove è possibile passeggiare e vivere la natura nel cambio delle stagioni. Di fronte si può godere lo straordinario panorama delle dolci colline con i suoi vigneti. 

Coerentemente alla propria filosofia, la famiglia è riuscita a trasformare gli spazi in accoglienti ambienti moderni, con una atmosfera che evoca le locande dei tempi passati, senza però rinunciare alla comodità e alla tecnologia. 

Facendo due passi si raggiungono: piscina, prati per giocare, campi da tennis ed ampie zone di relax e lounge per degustare i vini dell’azienda. Il Wine Resort mette a disposizione, inoltre, alcune biciclette per scoprire il territorio sul confine tra Italia e Slovenia.

BIODIVERSITÀ E API IN VIGNA

La biodiversità è definita come ricchezza di forme di vita di un ambiente. Essa permette la vita stessa, poiché senza la complessa catena di interazioni tra gli esseri viventi, nessuna vita esisterebbe. Ogni foglia che in autunno cade a terra, torna ad essere vita solo se viene progressivamente distrutta da batteri, funghi, microartropodi, lombrichi e animali superiori, e grazie ad essi si disgrega fino ad un insieme di elementi semplici che vengono assorbiti dalla pianta, per rigenerare nuove foglie. 

La difesa del paesaggio e della biodiversità sono tra i valori fondamentali dell’azienda, che cerca di tutelarli in ogni sua azione. L’impresa possiede e gestisce 49,1 ettari di bosco e si impegna attivamente con proprio personale alla sua manutenzione e alla salvaguardia della biodiversità. Mantenere boschi vitali e fruibili ne innalza il valore ecologico, ambientale e paesaggistico, garantendo la sopravvivenza di una molteplicità di specie viventi di ogni tipo: microrganismi, licheni, insetti, animali selvatici, essenze erbacee e alberi.

L’azienda ha sempre preservato le zone boschive presenti sulla superficie aziendale fin dalla programmazione di impianto di nuovi vigneti, non riducendo mai la loro estensione in modo significativo. La salvaguardia e manutenzione dell’ambiente avviene attraverso la gestione di fasce tampone situate a margine dei vigneti, cioè aree vegetate permanenti costituite da oltre 40 essenze arboree e arbustive. Il ruolo di queste fasce è quello di proteggere il bosco e le acque da eventuali contaminazioni, trattenere le parti del terreno erose dagli eventi atmosferici, mantenere la biodiversità e la diversificazione del paesaggio. Il progetto di conservazione dei boschi e delle aree vegetate con essenze diverse da vigneto mira alla creazione di habitat per la sopravvivenza di numerose specie di mammiferi e uccelli. Le fasce tampone vengono utilizzate anche per la salvaguardia dei corpi idrici principali.

E poi ci sono le api. Api e agricoltura rappresentano un binomio indissolubile in quanto queste svolgono un ruolo fondamentale nell’impollinazione dei fiori e di conseguenza incidono nella qualità dei frutti. La loro presenza è, pertanto, un importante indicatore dello stato di salute dell’ambiente. Per favorire la presenza delle api da qualche tempo l’azienda ospita nei suoi terreni, in un’area situata tra il bosco e i vigneti, le arnie di un apicoltore locale. Da studi dell’Università di Udine è stato dimostrato che porre gli alveari lungo le capezzagne fa aumentare l’allegagione, riduce l’acinellatura e fa aumentare anche i lieviti utili necessari per la fermentazione. È ovviamente necessario prendere alcuni accorgimenti per preservare le api. Come ogni altro elemento della biodiversità la presenza di api nei vigneti è sinonimo di sicurezza del prodotto, perché l’utilizzo incontrollato di sostanze porta alla loro morte (un alveare contiene circa 40.000 api ed un avvelenamento può portare, in un singolo giorno, alla sparizione di 8-10.000 api). Per questo le api sono considerate “sentinelle ambientali del territorio”.

Il PROFUMO DELLA TERRA

Il profumo della terra ci rivela tanto della sua salute e, anche se è intangibile e non misurabile oggettivamente, quando è buono ci trasmette un piacere intimo che ci fa capire che siamo sulla giusta strada. Il suolo è la casa delle radici e l’obiettivo primario deve essere quello di renderlo accogliente per ogni forma di vita che lo abita, così da creare le migliori condizioni per l’efficienza della pianta. Il suolo è anche uno dei pilastri della vita sulla terra, e se vogliamo sentirci degni di essere considerati custodi del territorio, dobbiamo pensare alla sua salute, al suo valore per la biodiversità e per ogni processo biologico che in esso avviene. 

L’ambiente soprastante il suolo, dal quale attinge nutrimento, deve essere pensato come un unico organismo, in cui ogni essere vivente è un organo vitale. Si deve, inoltre, pensare alla pianta e alle sue esigenze mediante: strategia delle scelte, qualità della gestione, modalità operative e tempestività. 

E poi viene la cantina. In vinificazione, occorre porre la massima attenzione al rispetto dell’integrità di quanto di buono, ricco e vitale si è riusciti a concentrare negli acini. Camminare la vigna significa prendersi il tempo necessario per osservarla, valutare e percepire le sue esigenze, analizzare le criticità ed elaborare soluzioni. Significa vivere il vigneto e così conoscerne ogni filare: l’obiettivo deve essere quello di guidare ogni singola pianta, e il vigneto nella sua totalità, ad esprimere al meglio le potenzialità nell’ottica del progetto enologico.

IL SUOLO

Un suolo in salute ospita vigne in salute, che producono uve di qualità. L’azienda adotta pratiche di gestione che non solo migliorano la qualità del suolo, ma tutelano l’ambiente, la biodiversità del luogo e la qualità delle uve. Per esempio utilizzando le semine polifunzionali per evitare l’erosione del suolo, salvaguardare i vigneti e generare biodiversità; ospitando le arnie di un produttore locale di miele  per favorire la biodiversità animale e vegetale; trattando il suolo con preparati biodinamici per renderlo più vitale ed accogliente; estirpando, macinando e tagliando l’erba del sottofila con macchine create appositamente per l’azienda.

La presenza dell’inerbimento garantisce innumerevoli vantaggi, ma la varietà di quello spontaneo è impoverita dai continui passaggi per la gestione del vigneto. È questo il motivo per cui periodicamente si interviene con risemine di miscugli di erbe polifunzionali, ciascuna con particolari proprietà benefiche per il sottosuolo e il soprasuolo. Le radici delle erbe crescendo e inserendosi in profondità hanno la funzione di rendere il sottosuolo più soffice (radici fascicolate) e di arieggiare il terreno (radici fittonanti). Alla fine del ciclo di vita naturale dell’erba, le radici si decompongono lasciando cunicoli nel terreno che garantiscono migliore areazione e permeabilità all’acqua in profondità. La stessa massa vegetale rappresenta una preziosa fonte di nutrimento, che arricchisce sia la fertilità del suolo, che il livello di biodiversità (funghi, batteri e specie animali che vivono in esso possono trovare sostentamento dalla degradazione della sostanza organica delle radici e delle foglie). 

Un suolo con migliori caratteristiche agronomiche (porosità, struttura, spazi per acqua ed aria, quantità di sostanza organica, ecc.) è anche un suolo più ospitale per le forme di vita, di fatto indicatori della salubrità del suolo stesso (si tratta di lombrichi, pseudoscorpionidi, acari ed altri aracnidi ipogei). Le semine polifunzionali, diverse per attitudine e comportamento, sono attrattive nei confronti di tantissime specie di insetti con diversi ruoli nell’ecologia del sistema.

L’inerbimento è vantaggioso anche per il soprasuolo, perché fornisce ospitalità agli insetti utili al contenimento dei parassiti della vite; permette di ridurre considerevolmente fenomeni di erosione causati da abbondanti piogge, ma facilita anche gli interventi in vigneto nelle giornate successive alle precipitazioni; riduce la suscettibilità della pianta alle malattie e, come conseguenza, gli interventi a difesa del vigneto.

IL VIGNETO

La gestione della vite si concretizza con buone pratiche che riguardano la potatura, la gestione dei germogli, la sfogliatura, il diradamento e la difesa della pianta. L’azienda attua tutte le strategie agronomiche che  permettono una buona difesa della vite, affinché la pianta sia meno suscettibile alle avversità (malattie e attacchi parassitari). Evita perciò in maniera assoluta i diserbanti: utilizza sostanze di origine naturale e di basso impatto. Le scelte dell’azienda sono ragionate e mirate ad un approccio virtuoso nell’ottica della conservazione ottimale dei vigneti, di qualità dei prodotti ottenuti, di protezione e salute dell’ambiente e del consumatore. Così la  tecnica di gestione della parete fogliare ha consentito di fare minori passaggi di cimatura e, pertanto, di compattare meno il terreno e di produrre meno gas serra; i piani di difesa dei vigneti prevedono l’uso esclusivo di prodotti naturali e, in alternativa, prodotti previsti dalla lotta integrata; per non disperdere antiparassitari nell’ambiente si utilizza un atomizzatore a recupero; le pratiche agronomiche  vengono svolte nel rispetto delle fasi lunari; l’avvio di un trattamento per tutelare la comunità viene comunicato per tempo; la memoria storica dell’azienda viene tutelata mediante il mantenimento dei vigneti più antichi; le aree boschive non vengono intaccate per la realizzazione di nuovi vigneti.

Nella pratica di gestione del vigneto, un grandissimo aiuto alla sostenibilità arriva eliminando i diserbi, apportando fertilizzazioni equilibrate al suolo, favorendo la biodiversità, evitando l’uso di fitofarmaci con caratteristiche ecotossicologiche sfavorevoli, ma anche introducendo atomizzatori a recupero di prodotto. 

L’UVA 

L’eterogeneità dei vigneti è una questione che merita il massimo impegno soprattutto nella scelta del momento della vendemmia.  L’azienda valorizza ogni peculiare sfumatura di ciascuna varietà, in funzione della posizione, delle condizioni della pianta e delle prospettive di maturazione, dell’età, del carico produttivo, dell’andamento climatico. È proprio per questo che la vendemmia può durare anche più di un mese e viene interamente effettuata a mano, essendo l’unica maniera per lavorare su uve perfettamente integre e sane. 

La scelta del momento della raccolta delle uve è frutto di un’abilità che deriva da anni di esperienza e da una grandissima sensibilità nell’interpretazione degli andamenti stagionali e delle risposte della pianta. L’integrità degli acini è fondamentale, in quanto viene spesso effettuata una macerazione pellicolare, ovvero un contatto tra mosto e bucce, che dura una notte a temperature di 10/12 °C. Dopo la macerazione viene svuotato per gravità il pigiato nella pressa, dove si verifica la separazione del liquido dalla vinaccia. Segue la decantazione statica o la flottazione per illimpidire il mosto dalle particelle più pesanti. 

Tutto il processo di vinificazione delle uve viene eseguito in assenza di ossigeno, al fine di prevenire l’ossidazione del mosto. La lavorazione delle uve in ambiente inerte si realizza grazie al recupero dell’anidride carbonica rilasciata durante il processo di fermentazione, che avviene in serbatoi in acciaio e in legno di rovere. L’inoculo di questo processo viene effettuato con lieviti selezionati, mentre per i vini da uve Sauvignon e Ribolla Gialla viene utilizzato un lievito selezionato all’interno del vigneto. 

La fase di affinamento dura almeno sei mesi. Al termine di questo periodo il vino viene filtrato e, infine, imbottigliato seguendo la fase lunare.

“Ronco delle Mele” (Sauvignon) e “Ronco delle Cime” (Friulano) sono gli ambasciatori del progetto di Venica & Venica dedicato alla valorizzazione dei siti. Si tratta di vini di carattere, espressione di una filosofia di produzione volta a esaltare il legame tra vini e territorio. La loro grande personalità è frutto di un’accurata selezione delle uve fatta direttamente nel vigneto di riferimento. A Venica & Venica piace definirli vini “Spirito del Luogo”, perché ogni sorso di quel vino rivela le sfumature uniche del vigneto di provenienza e racconta l’impegno della cantina nel valorizzare le caratteristiche uniche del terroir. In ogni bottiglia si trova un pezzo di territorio, la voce delle sue caratteristiche peculiari ma anche un frammento di storia della famiglia Venica. Oltre ai due citati Cru, c’è un altro vino che racconta l’identità di Venica & Venica: “L’Adelchi”, il vino (Ribolla gialla) dedicato a “papà Adelchi”.

*Francesco Lenoci, docente Università Cattolica del Sacro Cuore – Milano