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VerbumPress

Intervista all’artista Annamaria De Vito

A quante mostre hai partecipato negli ultimi anni?

Dal 2009 ho esposto in oltre 35 collettive e personali, in Italia e all’estero. Alcune mie opere, inoltre, sono presenti in diversi musei italiani.

Preferisci lavorare nella tua regione?

Sono oramai consolidata col mio lavoro nella regione campana, ma qualora si presentasse, per me, un’opportunità differente, non la escluderei sicuramente.

Hai ricevuto qualche premio e dove?

Durante il mio percorso artistico, ho ricevuto il premio della critica con l’opera “Il tempo dell’amore” presentata alla BeneBiennale di Benevento nel 2024. Poi, il Premio Speciale Menotti Art Festival di Spoleto, dal prof. Luca Filipponi e dal curatore Alfonso Bottone a Cetara nel 2025. 

Inoltre, ho ricevuto due Menzioni Speciali all’EuroExpoArt in VerniceArtFair a Forlì nel 2025 con l’opera “Lunatica” e anche nel 2026 con l’opera “Desiderio di Rivalsa”, a cura di Giorgio Bertozzi e Ferdan Yusufi.

Dove hai presentato con maggiore voglia i tuoi lavori recenti?

Esperienze importanti sono state le partecipazioni a collettive a Barcellona, Istanbul e Milano.  

Un ottimo riscontro è stato anche quello di aver esposto alle interessanti Fiere di Genova e di Forlì. 

Ma è stata sicuramente la mia personale al Complesso Monumentale del Carcere Borbonico di Avellino nel 2025 a darmi più soddisfazione, in quanto ho potuto trasmettere al pubblico ogni mia emozione dal vivo, attraverso i miei ultimi lavori.

Il tuo mondo “sulla tela”, da quali sorgenti prende spunto?

La passione per il disegno, fin da bambina si è sviluppata in me attraverso le tecniche della china e del pastello. Successivamente, la mia lunga professione di vetrinista (visual&scenic art specialist), mi ha consentito di lavorare con materiali come il legno, la plastica e il cartone. La maggiore ispirazione è arrivata con una permanenza in Costa del Sol in Spagna, anni fa, quando ho iniziato a dipingere sulla tela con la tecnica dell’olio, illuminata dai colori di quella terra. Anche la mia città Napoli è stata sempre fonte d’ispirazione per la sua complessità. Ma è stato essenzialmente, dopo gli studi in storia dell’arte, che il surrealismo ha preso il sopravvento su di me, provocando un’esplosione creativa sulla tela, attraverso nuovi tipi di tecniche.

Riesci a diffondere il tuo pensiero artistico con facilità?

Non sempre è facile diffondere ciò che realmente vorrei trasmettere, ma, sicuramente, il confronto con chi osserva le mie opere mi riesce a dare un ottimo risultato.

*Maurizio Vitiello, sociologo e critico d’arte