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VerbumPress

I tesori di Peter Jackson

Viaggio caleidoscopico nei mondi onirici cinematografici del maestro neozelandese

Peter Jackson è stato premiato a Cannes 2026 con la Palma d’Oro alla carriera (come Tarantino nel 1994). Partito con gli eccessi Splatter di “Fuori di testa” e “Briandead” è riuscito a strappare un oscar dal suo remoto paese d’origine, la Nuova Zelanda.  Vidi Peter Jackson a Venezia con il mio amico Antonio Ranalli, nel 1996 dove sotto l’ala protettrice di Robert Zemeckis, veniva a presentare il suo “Sospesi nel tempo” con Michael J. Fox. Qualche anno prima aveva commosso la platea veneziana con il suo “Heavelin Creatures” premiato a Venezia, con un’acerba Kate Winslet. E la sua ricerca di eroine indimenticabili culminò pochi anni dopo con la protagonista di “Amabili resti”, Saroirse Ronan (la cura dei memorabili personaggi femminili è dovuta alla sceneggiatrice Fran Walsh, moglie del regista). In più è riuscito a rinnovare il mito dello scimmione innamorato con “King Kong”, dopo i fasti del “Signore degli anelli” (12 candidature come Ben Hur e Titanic).

Non tutti sanno che al Festival di Cannes 2001, Peter Jackson presentò in anteprima mondiale un montaggio provvisorio di 26 minuti de “La Compagnia dell’Anello”, esattamente come il Nostro Sergio Leone proiettò alla Croisette l’indimenticabile “C’era una volta in America”. Tornando al Signore degli anelli, i meravigliosi effetti speciali sono stati curati da Richard Taylor, amico di lunga data di Jackson fondendo, effetti speciali pratici con quelli digitali. Richard Taylor è passato dall’esperienza splatter di Bad Taste, poi ha provato un po’ di digitale con Heavelin Creature, e poi con Sospesi nel tempo ha continuato ad allenarsi, ma gli è venuto un colpo quando Jackson lo ha coinvolto nell’epopea di Tolkien. Qui si trattava non solo di plasmare migliaia di armature e maschere d’orchi, ma di creare un’archeologia storica per un film fantasy! Insomma grazie a Peter Jackson Tolkien è stato trasposto fedelmente in pellicola (arrivando anche a plasmare “Lo Hobbit”) ed a portare in primo piano gli effetti speciali della Weta ormai usati anche nei film  della Marvel.

*Jean-Pierre Colella, docente