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VerbumPress

Dove abita l’utopia, di Stefania Fanesi Ferretti

Il non luogo dell’esistenza

Qui ad Ancona ho conosciuto Stefania Fanesi Ferretti durante la presentazione del suo libro “Dove abita l’utopia”. Da questo incontro è nata un’amicizia di stima e di collaborazione. Personalità di spicco nel campo della cultura, traduttrice e scrittrice, dalla cui biografia si notano la profondità artistica e umana dell’autrice. Qui di seguito la mia presentazione scritta, in più occasioni esposta  nel promuovere il suo libro e la personalità della stessa insieme al figlio Sandro Ferretti, regista e video artista esperto nel campo audiovisivo.  All’interno alcune mie poesie ne interpretano i valori esistenziali attraverso la lettura del libro.  

Il libro  “Dove abita l’utopia” di Stefania Fanesi Ferretti è  un omaggio all’arte di Libero Ferretti e al Premio a lui intitolato nel 2000, anno della sua scomparsa.

L’autrice Stefania Fanesi Ferretti è motivata dal desiderio di diffondere la conoscenza dell’opera di Libero Ferretti, del Premio a lui dedicato, attraverso un percorso poetico-esistenziale sull’assenza/essenza, su un amore che come soffio di vento lascia attoniti fra visioni e scritture dell’anima.

La piramide è il logo che l’autrice ha scelto per il Premio Libero Ferretti, che per più di un decennio ha dato rilievo alla forme dell’arte contemporanea. La piramide rappresenta, quindi, il simbolo della casa dell’utopia, dimora appartata e privilegiata. La domus dell’utopia, in dimensione esoterica, emana vita che crea e si rinnova eternamente.

Il dvd di Sandro Ferretti completa l’opera, e contemporaneamente, apre un dibattito  culturale sul sogno, l’utopia, il  “fare arte” dell’artista Libero Ferretti.

La tensione d’assoluto, la sete dell’oltre e del mistero, il superamento di ogni barriera, del limite che ci costringe ad una sorta di prigionia dello spirito fa sì che Libero Ferretti, natura libera, non stia sulla soglia, ma attraverso l’arte vada oltre la soglia dissolvendo dubbi misteri barriere …

Così il video-dvd di Sandro Ferretti “Le Forme Utopiche dei Sensi” riesce ad andare oltre per far sentire voci e parole surreali, cogliendone la presenza in tutta la loro intensa realtà.

Voci senza volto, parole e brani utopici che risuonano in uno spazio ideale e immaginario, rendendo l’impalpabile magicamente tangibile ed emozionante.

Nel Libro inoltre: I pensieri e gli ideali utopici di tutti I partecipanti al Premio, un’intervista inedita di Franco Scataglini a Libero Ferretti, un testo di Francesco Scarabicchi e un intervento critico di Rossana Bossaglia ne fanno un’opera dinamica e originale.

“Dove abita l’utopia”  è il viaggio di una vita attraversata da fotografie e ritratti per fermare gli attimi fuggenti nella tensione sfuggevole dell’infinito, assoluto, ignoto, misterioso, magico, surreale per acchiapparne significati, percepibili anche fisicamente.

Un invito dunque ad entrare in quella piramide per oltrepassare la soglia tradizionale dell’arte per raggiungere l’Oltre. E ciò ci rimanda all’Infinito del genio recanatese Giacomo Leopardi, non a caso conterraneo di Libero Ferretti. E il figlio Sandro Ferretti non fa altro, con il suo DVD, che raccogliere sia l’eredità del padre sia la testimonianza dell’autrice, sua madre, in un rinnovarsi di immagini e voci. Anche qui il simbolo della piramide ben si addice nella sua triangolatura al messaggio dello spirito universale che ci respira dentro. “Dove abita l’utopia”, luogo del sogno apparentemente irraggiungibile, ma che attraverso ogni linguaggio espressivo ed artistico prende forma e vita consegnandosi alla cultura in continua evoluzione creativa.

Il libro di Stefania Fanesi Ferretti, dunque, è un documento esistenziale che si fa poesia di dolore, sublimazione stessa del dolore nell’Amore e nell’Arte .

Amore e Arte – Vita e Amore  – Arte e Morte – Vita e Morte  – Morte e Rinascita:  questa è la declinazione di un viaggio umano. Un viaggio che ci accomuna, un viaggio dove ognuno cerca una dimora dove stare, come luogo sicuro, come il grembo della madre. Ma la casa di un amore non è che un domicilio provvisorio. Ecco che nella piramide c’è solo posto per il sogno, per l’arte, per la ricerca ansiosa di visioni che trascendano i confini del reale. La piramide è l’isola-utopia luogo per spiriti liberi dove ogni dubbio e ogni barriera si disperdono nel vento.   

Cos’è questo vivere? cos’è questo morire? Ogni risposta è senza risposte convincenti codificabili esprit in un concetto, in un ragionamento. Ma l’Amore è visionario, esprit de finesse che può cogliere l’impalpabile andando oltre l’esprit de geometrie, di pascaliana memoria. In una metamorfosi spirituale Stefania si fa vestale del suo tempio: luogo non luogo per superare i confini umani verso un sovraumano silenzio, dove le uniche voci sono le armonie celesti.

E qui l’autrice, in una prosa poetica e visionaria mi riconduce alle “Dodici lune”di Adriana Zarri, il cui  protagonista, lo scrittore Benedetto De Risi, scosso dalla perdita della moglie Lia, si ritira in un borgo di montagna, con la sola compagnia di una governante e di un gatto. Giorno dopo giorno, al ritmo delle stagioni e delle fasi lunari, Benedetto scrive un diario, nel quale inserisce dodici racconti, moderne parabole che fanno da contrappunto al fluire dei pensieri. È la riflessione, inquieta e mai arresa, di un uomo che si prepara all’ultimo passo e che ripercorre la propria esistenza interrogandosi sull’amore, la salvezza, la libertà, il dolore, la presenza (o l’assenza) di Dio. Così la Nostra come A. Zarri, profonda indagatrice spirituale e narratrice, sa toccare le corde dell’animo e, in un’intensa avventura dello spirito, rifiuta ogni facile consolazione nel nome di un’insopprimibile, intransigente ricerca della verità.

“Ma oggi il mio orologio si è fermato. Non so perché: una piccola ribellione delle sue sfere laboriose che si son prese una  vacanza: si son fermate nell’ora più solare e non si sono mosse più. Il mio orologio seguita a segnare mezzogiorno e non ha alcuna intenzione di volgere le lancette verso sera; forse la notte è un’invenzione dei geometri del tempo. Mi ricordo di sant’Agostino quando parla del sabato eterno, del sabato che non conosce tramonto.”

“Cammino  lentamente: questa mia ora si dilata come un pallone colorato che sfida la legge della gravità e va a spasso nel cielo, tra l’ozio delle nuvole e il riposo del sole, alto e fermo come un pilastro di luce.”

Qualcuno partirà per andare lontano

per poi tornare con altre mani e altri occhi.

Anche la sua camicia cambierà colore

e larghi calzoni senza tasche

sventoleranno il saluto di passi sicuri. (L.M.V.)

Ecco che Stefania compie il suo viaggio interiore nel suo deserto fra sabbie dune monsoni e quei venti, quella sabbia negli occhi la trasformano in una statua di sabbia, in una rosa del deserto ripercorrendo strade già battute…alla ricerca di un’oasi che non sia un miraggio…

“La tristezza è il vento freddo del deserto

ama roteare i colori della vita

tra gli aromi fioriti di quel colle

all’ora del tramonto più rubino

il mistero magico

del turgido petalo

in gocce di rugiada

spigola nuovi albori.” (L.M.V.)

… in tanto oscuro sovrumano silenzio. 

Nuove immagini nuovi sogni hanno accompagnato la Nostra verso nuovi lidi dove la  scrittura ha creato il suo quadro per il ricongiungimento con il suo amore, perché l’amante non può essere senza l’amato:

E’ l’amore che è sempre nuovo. L’amore è la creatività in atto sull’onda della fantasia di Dio.

Non ci sono tempi per l’amore. Ogni tempo è tempo per amare. 

“COME TI CHIAMI” 

(Domandarono all’Amante a chi appartenesse). 

 Rispose – All’amore.

 – Di cosa sei?

 – Di amore.

 – Chi ti ha generato?

 – L’amore.

 – Dove sei nato? 

 – Nell’amore.

 – Chi ti ha creato? 

 – L’amore. 

 – Come ti chiami?

 – Amore.

 – Da dove vieni?

 – Dall’amore.

 – Dove vai? 

 – All’amore.

 – Dove abiti?

 – Nell’amore.

 (Amare – D.M. Turoldo). 

Assenza/essenza questo il matrimonio dell’utopia. Bisogna tornare alla sorgente per bere alla fonte dell’amore, da cui non ci si disseta mai abbastanza.

Una catarsi di rinascita nel mutismo elettivo di anime ricongiunte in un linguaggio comune. Il contatto  spirituale offre una nuova lezione, la lezione del nostro “vivere”. E così prende vita l’utopia trasformandosi nel Premio Libero Ferretti “Dove abita l’utopia”   

Complementare al testo è il DVD Le forme utopiche di Sandro Ferretti, la cui opera di visioni immagini parole voci si smaterializzano nello spazio infinito. Il tempo non esiste nel Non luogo dell’utopia, che sintetizzo così:

Paradosso. Chi lo vive evolve.

Il silenzio è la musica della Terra

“Il paradiso di Dio 

è il paradiso dell’uomo:

anzi dell’uomo soprattutto

perché  Dio non ne ha nessun bisogno:

egli è paradiso a se stesso.

Quel di là non sommerge:

porta;

e noi navigheremo,

come anatre bianche,

nella luna quando, di notte,

si versa liquefatta in uno stagno.”

Le immagini mi riportano ad alcune scene del film “Dersu Usala” di Kurosawa, dove il protagonista 

offre una lezione di semplicità per insegnarci a tornare al legno grezzo, abbattendo i muri le barriere dando spazio a quell’infinito che è dentro e non fuori, dove in ogni nostra cellula c’è l’uni-verso, e  l’indicazione è già scritta: tendere all’Uno. 

DERSU

Piccolo uomo della taiga

sei in ogni foglia

e nel suo respiro

sei il vento e sei la pioggia

sei il sole che s’inchina

sei grido di giustizia

sei maestro senza tempo

sei semplicità

ed essenza di passione

che dialoga col fuoco

per far luce nella notte

sei terra e acqua  

con la brezza 

che increspa 

l’onda piatta

sei terra generosa

e l’acqua che ritorna.(L.M.V.)

  Alcuni cenni sugli autori del libro e del DVD

Stefania Fanesi Ferretti nasce ad Ancona e nel 1967 si sposa  con Libero Ferretti. Insieme si trasferiscono a Milano dove vivono e lavorano. Interprete e traduttrice dal tedesco e dal russo collabora con celebri case editrici, occupandosi anche di critica letteraria, recensioni librarie e collaborazioni editoriali. Conduttrice radiofonica, programmista-regista di programmi ideati e condotti da Enzo Biagi spazia la sua attività intellettiva in più settori culturali.  

Sandro  Ferretti nasce ad Ancona nel 1972 portando avanti l’opera dei genitori in campo audiovisivo come regista, montatore, operatore di ripresa, videoartista. Alcuni suoi video d’arte sono stati proiettati al Museo della Permanente di Milano. Attualmente collabora in diversi progetti audiovisivi innovativi per vari Enti Pubblici, Musei, artisti e Centri di documentazione d’Arte Contemporanea.

*Laura Margherita Volante, sociologa