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VerbumPress

L’altro lato di un’eclissi totale di Sole

Lo scorso 12 agosto abbiamo avuto un’eclissi totale di Sole, uno degli eventi più incredibili che la natura ci regala. Dall’Italia si è visto come parziale ma in buona parte della Spagna è stato totale: io ero lì e l’emozione è stata talmente grande che voglio condividerla con voi.

Immaginate il mondo qualche centinaio di anni fa.

La giornata prosegue normalmente e poi, all’improvviso, il buio! Il Sole scompare e appaiono le stelle in cielo anche se è pieno giorno. La paura deve essere stata immensa: quale divinità si sarà mai innervosita e perché? Quale disastro sta per accadere? Momenti di terrore e di ansia e poi, dopo qualche minuto, ecco riapparire il Sole e tutto torna alla normalità. Ma la paura resta perché nessuno sa spiegare cosa è appena accaduto e, di conseguenza, lo si considera presagio di qualcosa di orribile.

Un collage che mostra la sequenza dell’eclissi dall’inizio (in alto a sinistra) alla fine (in basso a destra). Al centro il momento della totalità con l’apparizione della corona solare. Foto di Giovanni Lombardi (INAF)

Oggi conosciamo molto bene questo fenomeno ed è uno dei regali più belli che la natura ci abbia fatto: l’eclissi totale di Sole. La Luna copre per un certo tempo la nostra stella generando un’improvvisa notte temporanea. Pensando alle dimensioni dei due corpi celesti, sembra impossibile eppure accade. Il motivo è legato alle dimensioni e alle distanze dei due corpi celesti: il Sole è circa 400 volte più grande della Luna, ma è anche circa 400 volte più lontano dalla Terra: circa 150 milioni di km contro una distanza media della Luna di circa 384 mila km. Questa condizione fa sì che quando la Luna passa davanti al Sole lo copre praticamente del tutto! Incredibile la natura, non trovate? Il motivo per cui non abbiamo eclissi ogni mese, cioè durante ogni orbita della Luna attorno alla Terra, è perché l’orbita lunare è inclinata di circa 5 gradi rispetto all’orbita della Terra attorno al Sole e quindi non passa sempre davanti al Sole. 

Gli occhialetti per l’eclissi distribuiti gratuitamente dall’ESA

La parzialità e la totalità di un’eclissi dipendono dal nostro punto di vista, cioè dal punto della Terra in cui ci troviamo, e lo stesso vale per la sua durata. La durata, però, dipende anche da quanto la Luna si trova vicina (perigeo) o lontana (apogeo) dalla Terra al momento del passaggio davanti al Sole e da quanto la Terra si trova vicina (perielio) o lontana (afelio) dal Sole, perché chiaramente le dimensioni apparenti di Sole e Luna cambiano. L’eclissi di questo 2026 al suo massimo è durata circa 2 minuti e 18 secondi (nell’Oceano Atlantico) mentre il prossimo anno, nella zona di Luxor, durerà 6 minuti e 23 anche grazie al fatto che la Luna sarà vicina al perigeo e ci apparirà quindi più grande.

Ed eccoci arrivati al cuore di questo articolo: l’eclissi dello scorso 12 agosto 2026. In Italia, come abbiamo accennato, l’eclissi è stata parziale, con una copertura molto diversa a seconda della località, con un massimo di circa il 98% in Sardegn e so che, purtroppo, il meteo non ha aiutato affatto a godersi lo spettacolo. Io e la mia famiglia, però, abbiamo preso la decisione di vedere questa eclissi nella sua totalità e quindi siamo partiti per la Spagna. E questa esperienza mi porta a raccontarvi l’altro lato dell’eclissi: non la fisica, che brevemente vi ho spiegato, ma l’emozione che si porta dietro. Quindi chiudete gli occhi e spostatevi con me a León, nel centro della Spagna, la sera del 12 agosto 2026.

Uno scatto che ritrae una piccola parte delle persone riunite per l’evento con sullo sfondo il grande astronauta gonfiabile.

La decisione della meta della nostra vacanza di quest’anno è stata presa dopo la seguente osservazione: “Ci sarà l’eclissi in Spagna, cioè qua dietro! Che facciamo, non andiamo?”. Ed eccoci lì a programmare un viaggio on the road nella Spagna centro-Nord, tenendo ben in considerazione la variabile folle e adorabile che è il nostro Alessandro. Si parte alla volta di Madrid qualche giorno prima e si programma tutto con l’unica condizione che il 12 sera dovremo essere dalle parti di León.

E così è stato. Il 12 mattina partiamo da Salamanca (meta precedente, città deliziosa anche se piccola e super turistica) e andiamo alla volta del nostro albergo, non proprio a León ma a circa 30 minuti di macchina perché, ovviamente, gli alberghi hanno alzato di molto i loro prezzi in occasione dell’evento dell’anno. Posiamo i bagagli, ci riprendiamo un attimo e torniamo in macchina per arrivare finalmente a destinazione. Il dubbio è: restiamo a León per vedere l’eclissi oppure ci mettiamo in qualche campo aperto nei dintorni dell’albergo? Perché, ovviamente, non basta stare nel posto dove l’eclissi raggiunge la totalità ma bisogna trovare il punto giusto in cui l’orizzonte è libero, considerando che l’inizio della totalità sarebbe iniziata alle 20:28! Sappiamo che, per puro caso, proprio a León l’ESA ha organizzato un evento dedicato e la tentazione è forte ma resta il dubbio: forse troppa gente? Magari non è il massimo per Alessandro. 

Lo schermo con il count down per la totalità che proietta ogni fase dell’eclissi.

Decidiamo di lasciarci trasportare dagli eventi e nel frattempo ci godiamo León, cittadina davvero molto carina, viva con una bellissima cattedrale. Alessandro sta alla grande, si gode tutto, adora l’eco della sua voce in cattedrale e lo fa capire… Insomma, aumenta solo la gioia del viaggio e soprattutto dell’attesa. Verso le 18 decidiamo di andare a cena in modo da avere tutto il tempo di decidere dove metterci a vedere l’eclissi. E per sbrigarci, andiamo da McDonald’s per evitare sorprese e per non perdere troppo tempo. O almeno così pensavamo! 

Infatti, fatto l’ordine dal terminale, risulta immediatamente evidente che quel McDonald’s non è abituato a tanti clienti così presto… E quindi ci mettiamo tipo un’ora a cenare, considerando che abbiamo anche il nostro piccolo generatore di caos con noi. A quel punto, non dobbiamo più decidere molto: vedremo l’eclissi lì a León, all’evento dell’ESA.

Una donna tornata bambina, felice e sorridente mentre aspetta il momento tanto atteso

Usciti dal Mc non dobbiamo nemmeno controllare dove andare perché c’è un bel flusso di persone che va nella stessa direzione e quindi ci uniamo a loro. L’eccitazione in noi cresce e, considerando che tra poco la Luna inizierà il suo balletto col Sole, tiriamo fuori gli occhialetti. Alessandro vuole i suoi, giustamente, e li distrugge poco dopo, ma va bene così. Noi siamo sempre più fomentati. Mentre iniziamo il serpentone per accedere al pratone dell’evento, iniziamo a guardare il Sole con gli occhialetti ed eccola lì, la nostra piccola Luna che inizia a fare la sua entrata trionfale.

Intorno a noi, persone di ogni tipo e tanti tanti bambini! Bellissimo!

Occhialetti dell’ESA distribuiti gratuitamente, un mega astronauta gonfiabile e ovviamente un maxi schermo con la proiezione dell’eclissi istante per istante. Io e Francesco siamo due bambini, sorridenti ed eccitatissimi. Alessandro ovviamente non si rende conto ancora di nulla, anche perché non vuole saperne di indossare gli occhialetti. Piano piano, convincendolo a seguirci grazie a cibo e succo di frutta, troviamo il nostro angolo con la visuale perfetta. Intorno a noi la tensione positiva è palpabile e ovviamente la “telecronaca” ESA aiuta a rendere tutto ancora più condiviso. Le persone sono organizzatissime: teli, cibo, ombrelli per il caldo. La protezione civile distribuisce braccialini per i bimbi piccoli su cui scrivere il numero di telefono, il nome e il cognome dei genitori. 

I due uomini della mia vita che hanno contribuito alla felicità estrema di quel momento.

Nel frattempo la Luna avanza… Senza occhiali non si percepisce ancora nulla finché non cominciamo a essere ben oltre il 70% di copertura: a quel punto la luce, per quanto di poco, inizia a diminuire e tutti, compresi noi, iniziano a urlare di gioia. L’ESA avvisa che, a 1 minuto dalla totalità, vorrebbe che tutti facessimo silenzio per goderci il momento. E così è: il count down appare sullo schermo e improvvisamente, un prato pieno di migliaia di persone fa silenzio (Alessandro compreso), la temperatura e la luce calano sempre di più e poi… Notte! In un attimo diventa notte, appare Venere e, solo durante quei brevi istanti di totalità, tutti possiamo guardare il Sole a occhi nudi perché la Luna è splendidamente davanti alla nostra stella, la copre e fa apparire la sua solitamente invisibile corona. A quel punto la gioia e la meraviglia esplodono: io e Francesco sembriamo due scemi, gridiamo di gioia e io scoppio a piangere. Eh sì, ho pianto. Ho pianto perché, ragazzi, la sensazione è indescrivibile: è un fenomeno che fa parte del mio mondo, che so perfettamente perché avviene, come avviene, ma vederlo con i miei occhi, vedere per l’ennesima volta cosa sa regalarci la natura è stato di un’intensità estrema. Non avevamo macchine fotografiche, filtri solari o telescopi con noi, perché sapevamo che foto e video splendidi ne avremmo trovati in abbondanza (guardate le due foto professionali in questo articolo, create da un mio collega bravissimo e appassionato). Volevamo solo goderci l’attimo, la nostra eccitazione, la tensione intorno a noi, la meraviglia delle persone che ci erano vicine. Una meraviglia che Alessandro forse non ha capito ma ha sentito, ha percepito la nostra emozione e non ha pianto, non si è agitato, ha voluto solo rimbalzare in braccio a me e al papà per tutto il tempo, indicando col suo ditino verso il Sole e dicendo “La Luna!”. Come descrivere meglio di così un’eclissi? 

L’eclissi totale di Sole del 12 agosto 2026 in Spagna: la Luna ha svelato per pochi minuti ciò che normalmente resta nascosto dalla luminosità solare: dall’anello di diamante (l’ultimo lembo luminoso del Sole pochi istanti prima e dopo la totalità) alla cromosfera (lo strato dell’atmosfera solare immediatamente sopra la fotosfera, visibile con il suo caratteristico colore rossastro), fino alla corona solare (la parte più esterna dell’atmosfera del Sole) e alle Perle di Baily (i punti luminosi prodotti dagli ultimi raggi solari che filtrano attraverso le irregolarità del bordo lunare). Fenomeni che trasformano pochi istanti di oscurità in uno degli spettacoli più affascinanti del cielo. Foto di Giovanni Lombardi (INAF)

VERSI

“Io non penso de riusci’ a descriveve quello che ho provato

perché è quarcosa che da’e viscere tutt’an botto esce fòri.

È che all› improvviso te renni conto, restanno senza fiato,

de esse parte de st’Universo immenso da li infiniti colori.

‘o so bene perché succede che ‘a Luna e er Sole fanno così,

ma vede’er loro incontro totale e intenso è stato da impazzi’.

L’ attimo der buio improvviso ho pianto, come ‘na bambina,

mentre er mio de bimbo, tra’e braccia nostre, indicava ‘a Luna.

Vale ‘a pena vive ogni giorno anche pe solo uno de sti momenti,

e quando ce stai dentro nun pòi artro che soride a 120826 denti!”

*Martina Cardillo, astrofisica