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VerbumPress

Una vita tra arte, cultura e fotografia: Kristaq Janushi

Oggi ho avuto il piacere di fare una piacevole conversazione con il regista albanese, amico e maestro della fotografia che rappresenta anche la sua più grande passione il sig. Kristaq Janushi.

Buongiorno sig. Kristaq! Lei è un artista poliedrico: regista, documentarista, sceneggiatore di numerosi documentari, senza dimenticare la sua grande passione per la fotografia. Quanto è riuscito a equilibrare queste diverse discipline artistiche? Cerco di adattarmi a ciò che mi appassiona di più. Ho sempre seguito questo principio, in modo da non sentire fatica o sacrificio, ma piacere.

Qual è stata la sua prima passione nel mondo dell’arte e come è iniziato il suo percorso professionale? Dopo aver terminato l’Istituto Superiore delle Arti nel 1975, nel Dipartimento di Cultura con specializzazione in Regia, fui nominato Direttore Artistico della Casa della Cultura di Tropoja (città nell’Albania del Nord). Su raccomandazione di mio cugino, il Prof. Dr. Foto Toti (Maestro dell’Odontoiatria Albanese e pioniere dell’implantologia), incontrai a Bajram Curri (capoluogo di Tropoja, il sig. Ali Mula con il quale in seguito diventammo grandi amici – che mi presentò l’autista del “Saurel”, (il marchio dell’pullman usato in quelli anni in Albania), Bajram Aziraj. Fu lui ad accompagnarmi a Tropoja per incontrare il Segretario del Partito della città, il sig. Ibrahim Uka, un uomo straordinario, positivo e dotato di tutte le virtù dell’uomo montanaro. Lì trovai persone meravigliose che mi stettero vicino affinché non sentissi troppo la lontananza dalla mia famiglia e dai miei amici. Per gratitudine desidero ricordare il calore ricevuto dalla famiglia Mula: Shaban Mula, vice direttore della Casa della Cultura, e suo padre Ram Mula. Desidero inoltre ringraziare il magnifico corpo docente della Scuola Media Agraria di Tropoja: Zoj Malaj, Ferit Hyka, Mitika Trojani e molti altri, ai quali chiedo scusa se non riesco a ricordare tutti i nomi. A Tropoja incontrai professionisti di grande valore: gli agronomi Fatbardh Volumi, Lluka Babe, Adem Berisha – uomo di principi – il veterinario Zef Paci, l’economista Vasillaq Mita e numerosi ufficiali, compresi quelli della frontiera, come Ibrahim Totani di Kavaja e Valentin Hida di Tirana. Tropoja è un luogo che amo profondamente e che mi fece innamorare di sé grazie alla bellezza della natura e alla magia della sua gente, che accolse a braccia aperte un ragazzo proveniente dalla capitale dell’Albania, da Tirana. Questa città mi insegnò il valore dell’ospitalità e dell’amore per il lavoro. È stata per me una seconda scuola.

Lì scoprii le bellezze naturali della regione, incontrai artisti talentuosi e amanti dell’arte locale come Shaban e Ram Mula, Ali Mula, Bashkim Kovaçi, Skënder Doishlani e i suoi fratelli, Mal Neziri e molti altri. Con il gruppo artistico di Tropoja preparavamo concerti e partecipavamo ogni anno ai Festival Regionali e al Festival Folkloristico di Gjirokastër, ottenendo sempre il primo posto. Anche gli attori amatoriali erano straordinari: Zeqe Neza, Emri Bytyçi e Dila Kola Bytyçi, che in seguito divenne la moglie di Emriu e amica d’infanzia dell’attrice Roza Anagnosti. Ricordo questi nomi perché sono diventati parte della mia vita a Tropoja, dove ho imparato a comprendere il vero amore per l’arte, circondato da persone appassionate e autentici artisti, fieri e generosi come la splendida natura di Tropoja e il monte Shkëlzen (2407 m di altezza).

In questa atmosfera ricca di talento e passione, anche il mio amore per l’arte, la cultura e la regia trovò il proprio equilibrio.

Ci sono stati momenti particolari nella sua carriera in cui ha capito di voler continuare a organizzare concerti e lavorare con gruppi artistici? Non ho mai avuto dubbi sul fatto che questa fosse la mia strada: diventare regista e direttore artistico. Dopo il mio trasferimento a Tirana, nell’agosto del 1982, grazie alla proposta del mio professore Spiro Gjikondi, il Comitato Esecutivo e il Comitato del Partito mi nominarono Direttore Generale del Concerto dell’Esercito Popolare Albanese, organizzato nella spianata dell’Università di Tirana – dove oggi si trova Piazza Madre Teresa – in occasione del 40º anniversario della sua fondazione. La direzione artistica generale era affidata al noto compositore Limoz Dizdari e parteciparono circa duemila artisti professionisti e amatoriali di canto e danza.

Fu un concerto grandioso, che richiese enorme impegno da parte mia come direttore, e ricevette grandi apprezzamenti dalle autorità del tempo, in particolare dal Ministro della Difesa Prokop Murra. Successivamente lavorai anche come Direttore organizzativo dell’Ottavo Congresso della Gioventù, svoltosi a Tirana in tre sale: due del Palazzo della Cultura e quella del Teatro dell’Opera e del Balletto. Anche questo fu un grande concerto organizzato con professionalità e dedizione.

Nonostante gli ottimi risultati e l’insistenza del vice presidente del Comitato Esecutivo dell’epoca, Omer Haxhiaj, non fui autorizzato a continuare a lavorare a Tirana. Il fatto di non essere membro del partito mi penalizzò. Fui quindi nominato Direttore della Casa della Cultura di Shupal, oggi nota come Zall Dajt, periferia di Tirana. Anche lì lavorai per rilanciare un gruppo artistico di talento, che in seguito vinse il primo posto nei festival regionali e partecipò regolarmente ai concerti della “Decade di Maggio”.

Nel 1986 fui nominato Direttore della Casa della Gioventù N.1 di Tirana, dove lavorai molto per creare un gruppo di giovani artisti talentuosi, oggi molto conosciuti: Ilir Balla, Nestor Likoka, Rudin Bejtja, Alban Lishi, Redon Makashi, Bledar Sejko, Nilda Tahillari, Foel Grillo, Artiola Toska, Fabian Asllani, Altin Gunga, Brikel Gunga, Denis Dynjaja e molti altri. Con questi giovani appassionati e ben equipaggiati nacque il secondo gruppo artistico più importante di Tirana dopo quello del compositore Vladimir Kotani. Il gruppo conquistò rapidamente il proprio pubblico nei concerti organizzati al Palazzo della Cultura, al Palazzo dello Sport “Asllan Rusi”, nella Sala del Fronte Democratico e nelle strutture turistiche del monte Dajti.
Come nasce l’idea di realizzare un documentario o un film, considerando che lei ha realizzato oltre 39 documentari e diversi film? Le fonti di ispirazione sono molto varie. I miei documentari e film non sono autobiografici. Di solito un film o un documentario nasce da qualcosa: un fatto storico, un paesaggio o un personaggio. Per esempio, l’attrice Margarita Xhepa, alla quale ho dedicato il film “Margarita”, che racconta la sua vita. Abbiamo girato in diversi luoghi, nella città natale dell’attrice e in Grecia, precisamente all’Acropoli, un sogno per ogni cineasta. Girammo sulle scale all’ingresso dell’Acropoli e l’interpretazione di Margarita rimane uno dei miei ricordi più belli. 

Possiamo ricordare alcuni dei film documentari nei quali ha lavorato come regista, assistente alla regia, operatore e sceneggiatore? Inizialmente fui assistente del regista Ilia Terpini nel Cinecittà Albanese, nel documentario “Una passeggiata ad Atene”, poi assistente alla regia nel documentario “L’amore di una donna francese per l’Albania”, dedicato alla sorella della Regina Madre Albanese. Successivamente lavorai nel documentario “Le bellezze delle montagne”, regia di Sajmir Kumbaro, operatore Kristaq Janushi. “Meteora della libertà”, dedicato al martire kosovaro Agim Ramadani: regia Kujtim Gjonaj, sceneggiatura Miradie Maliqi, operatore Kristaq Janushi. “Apostolo ardente del Bektashismo”, dedicato a Baba Matohasanaj: regia Mihal Ciko, sceneggiatura Petrit Ruka, operatore Kristaq Janushi. “L’Albania in Europa”, proiettato nell’ Ambasciata della Repubblica d’Albania a Roma e nell’Ambasciata della Repubblica d’Albania in Vaticano in occasione del 28 e 29 Novembre. “Perché”, documentario dedicato al genocidio dei Çami (popolazione a sud dell’ Albania). I film “ASP” e “ÇEZES”, entrambi diretti da Kristaq Janushi.

“Panajot Pano”,

“Il sogno della Çameria”,

“Tra due tempi”, 

“Tutto per il Kosovo”, dedicato a Ramush Haradinaj e molti altri.

Tra i miei lavori anche: 

“I Capitani di Gora e il Comintern Segreto”

“Insieme”

“L’amore di un pittore per l’arte”

Per elencare tutti i film e documentari servirebbe molto tempo. Questo lavoro mi ha dato la possibilità di conoscere l’Albania pezzo per pezzo. È stata una grande esperienza, ricca di ricordi bellissimi e di collaborazioni con grandi professionisti e registi come Kristaq Dhamo, Kristaq Mitro, Kujtim Gjonaj, Ilia Terpini, Sajmir Kumbaro, Viktor Gjika e Piro Milkani.

Come cambia il processo creativo quando si dirige una televisione? Lei ha diretto circa 35 emittenti televisive. Naturalmente il metodo creativo cambia rispetto a quello gestionale. Dopo due anni come Amministratore presso il Partito Democratico, fui tra i fondatori della televisione privata “Tele Arbëria”, della quale venni nominato Direttore Generale nel 1998. Successivamente fui direttore di “Nesër TV”, “Real TV” e responsabile della sede di Tirana di “Adriatik TV”. In quel periodo lavorai anche come corrispondente per i Media esteri come RAI, DSF e TF1, oltre che per la Televisione Svizzera. Insieme al mio amico giornalista Luca Turi e a importanti giornalisti italiani come Vito Carbone, Paolo Di Giannantonio, Luciana Anzalone e Stefano Tura, abbiamo realizzato reportage su problematiche dell’Albania degli anni post comunismo: droga, traffico clandestino, prostituzione e vendette di sangue. Abbiamo realizzato inoltre interviste con l’ex Primo Ministro Pandeli Majko, l’ex Ministro dell’Agricoltura Lefter Xhuveli e il grande scrittore albanese, Ismail Kadare.

Qual è il suo punto di vista sul rapporto tra regista e sceneggiatore? Lo sceneggiatore scrive la storia, i dialoghi e la struttura narrativa del film. Il regista prende quel testo e lo traduce in immagini e suoni, scegliendo il modo visivo di raccontare la storia, gli attori adatti ai ruoli e l’impostazione artistica.

Il regista è quindi una figura fondamentale e una sorta di leader, ma il successo nasce sempre dall’armonia tra regista e sceneggiatore.

Parlando della fotografia, che è la sua grande passione: ha mai pensato di aprire una mostra fotografica? Sì, ho un progetto proposto da “Gazeta e Alpeve”, diretto dal Direttore il sig. Ramiz Lushaj.
Si tratta di una mostra dedicata alle più belle fotografie di Valbona, splendida valle del nord Albania considerata una meraviglia delle Alpi Albanesi.

Qual è il messaggio che desidera trasmettere attraverso il suo lavoro? Non credo di aver avuto un messaggio specifico, almeno non consapevolmente. Mi impegno con passione e professionalità in ciò che faccio, cercando di lasciare una storia attraverso le fotografie. Ai giovani direi:
“Seguite ciò che vi appassiona, al punto da essere pronti persino a pagare pur di fare ciò che amate. Se non siete pronti a questo sacrificio, rischiate di rimanere piccoli professionalmente.”

Con questo significativo messaggio, la ringrazio sig. Kristaq Janushi per questa intervista!

Biografia di Kristaq Janushi 

Kristaq Sotiraq Janushi, nato a Tirana il 11 febbraio 1953, è un regista, documentarista, giornalista televisivo e fotoreporter albanese. Si è diplomato presso l’Istituto Superiore delle Arti nella facoltà di Cultura, indirizzo regia, nel 1975. Nel corso della sua lunga carriera ha ricoperto diversi incarichi in istituzioni culturali, nei media e nella produzione cinematografica, distinguendosi soprattutto nel campo del documentario e nella promozione del patrimonio culturale albanese. 

Tra il 1975 e il 1986 ha diretto e coordinato istituzioni culturali a Tropoja, Tirana e Zall-Dajt, ottenendo premi in festival folkloristici e manifestazioni nazionali. Successivamente ha lavorato come dirigente in emittenti televisive e come corrispondente internazionale per RAI (2000–2013). Dal 2002 si dedica alla produzione indipendente di documentari.

Ha realizzato numerosi film documentari come regista, sceneggiatore e operatore, trattando temi storici, culturali e sociali legati all’Albania e in particolare alle regioni alpine, contribuendo a valorizzare figure storiche, tradizioni e identità locali.

Riconoscimenti e onorificenze 

Nel corso della sua carriera ha ricevuto numerosi premi e titoli nazionali e internazionali, tra cui “Ambassadore di Pace” (2004), il Premio alla Carriera, il titolo di “Fotoreporter dell’Anno”, oltre a riconoscimenti da varie istituzioni culturali in Albania, Kosovo e nell’area balcanica. Nel 2026 è stato insignito del prestigioso premio “Syri i Alpeve – Dritëshkronja Alpine” dalla Convenzione Euro-Balcanica delle Alpi.

Nomina a “Cittadino Onorario” (02.07.2026) 

Con la Delibera n. 52 del 25.06.2026 del Consiglio Comunale di Bajram Curri, in base alla legislazione sull’autogoverno locale e sui titoli onorifici, Kristaq Janushi è stato proclamato “Cittadino Onorario” con la seguente motivazione: 

Per il suo significativo contributo allo sviluppo della cultura, dell’arte e della vita mediatica albanese, nonché per la lunga attività di promozione dei valori storici, culturali, etnografici e turistici di Tropoja. Attraverso il suo lavoro di regista, documentarista, giornalista televisivo e fotoreporter, ha documentato e reso note le bellezze, le tradizioni e le personalità di questa regione alpina, contribuendo alla valorizzazione del nome di Tropoja in Albania e oltre.  

La stessa delibera ha conferito il titolo di “Cittadino Onorario” anche ad altre personalità per meriti in ambito educativo, culturale, giornalistico e per il contributo alla liberazione del Kosovo.

*Elda Keci, giornalista