Messina: la “memoria” della città trasferita
L’Archivio di Stato e le sue “carte” a Catania. Quali le responsabilità?
Il trasferimento dell’Archivio storico di Messina nella provincia di Catania, iniziato ad ottobre, priva la città peloritana del suo passato. Da tempo si temeva il trasferimento dell’Archivio per la scadenza del contratto di locazione. Da mesi si sapeva della ricerca di un altro sito idoneo con impianti elettrici, antincendio, climatizzazione e soprattutto di sicurezza. Quali le responsabilità? Com’è possibile che la “memoria” di una città venga trasferita?

Messina e la sua storia. Da sempre tormentata, raccontata e vivificata attraverso momenti di “grande bellezza”, guerre e terremoti. Oggi, il racconto identitario rimane nelle piazze, nei monumenti, nella natura che avvolge la città dello Stretto e nelle “carte” degli archivi. Fonti uniche, quest’ultime, capaci di restituirci con forza la storia di un territorio, dei suoi abitanti e quindi l’”anima” e il suo genius loci.
L’archivio storico costituisce la struttura portante della memoria di un territorio: attraverso la conservazione e la valorizzazione delle fonti documentarie, rende possibile la ricostruzione critica della sua identità e della sua evoluzione nel tempo.
La protesta del Comitato Civico “Salviamo l’archivio di Stato” parla senza mezzi termini di “ennesimo furto della memoria”. Cerchiamo di capire insieme ai comitati cosa sta accadendo. In questi giorni in molti hanno espresso il loro disappunto al trasferimento dell’Archivio, ne abbiamo parlato con Lelio Bonaccorso, Comics Artist and Illustrator e rappresentante del Comitato Civico “Salviamo l’archivio di Stato”.
Come si arrivati a questo?
La vicenda dello sfratto e del conseguente trasferimento nella provincia di Catania dell’Archivio di Stato di Messina, rappresenta per noi Messinesi uno sfregio alla nostra storia, oltreché un grosso problema per ricercatori e studenti, che al momento (e non sappiamo per quanto), non potranno accedere ai documenti. Navighiamo oltretutto in una totale mancanza di informazioni rispetto le sorti dell’Archivio, dato che la Direzione, rea di aver gestito malamente la questione, non ha rilasciato alcuna dichiarazione in merito.
Quali le possibili soluzioni?
I Messinesi che hanno subito una decisione calata dall’alto, senza alcun tipo di tutela o rassicurazione da parte delle istituzioni preposte, sono stati costretti a riunirsi in un Comitato cittadino, “Salviamo l’archivio di Stato di Messina”, a cui hanno risposto in molti, ordini professionali compresi, per pretendere risposte e azioni correttive alla vicenda. È stata istituita una raccolta firme alle quali, in pochissimi giorni, hanno aderito migliaia di persone, che chiedono la restituzione dei pregiati e importanti documenti e la sistemazione in una sede consona.
Ci sono strutture adeguate secondo lei a Messina per ospitare i documenti e i volumi di pregio dell’Archivio di Stato?
Dice bene con la sua domanda: “questo ennesimo furto della memoria”, per una città che ha subito troppo è intollerabile.
Chiediamo pertanto una informazione chiara dai responsabili, ossia il Ministero della Cultura e la Sovrintendenza Archivistica di Palermo, rispetto i tempi di rientro dei documenti, come pensano di gestire la momentanea fruibilità dei faldoni e della nuova sistemazione dell’Archivio di Stato di Messina.
Questa è una vicenda che noi Messinesi non accetteremo passivamente e sulla quale non soprassederemmo, sia chiaro”.