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La sperimentazione e gli studi sulla fisiognomica

Fabrizio Fabbroni si racconta a Verbum Press

Puoi segnalare il tuo percorso di studi?

Liceo scientifico + laurea in Architettura. Puoi raccontare i tuoi desideri iniziali?

Divenire un bravo professionista come Architetto attento al territorio e alla natura.

Quali sentieri che avevi intenzione di seguire hai seguito o non hai seguito?

Ho realizzato i miei intenti facendo per 40 anni l’architetto e negli stessi anni ho insegnato Scenografia presso l’ABA di Perugia, nel 1976 ho fatto la mia prima mostra d’arte, poi l’arte seguita saltuariamente, nel 2010 l’arte è diventata la mia nuova professione.

Quando è iniziata la voglia di “produrre arte”? 

Nel lontano 1976, poi seguita saltuariamente negli anni. 

E’ divenuta la mia professione nel 2010.

Quali piste e insegnamenti hai seguito o hai istruito il tuo “fare arte” su indicazioni di maestri?

Ho avuto dei maestri eccezionali: primo mio padre, artista, decoratore e restauratore di affreschi, poi degli amici maestri eccezionali, Edgardo Abbozzo, sperimentatore ed alchimista, Giorgio Ascani “Nuvolo”, artista e serigrafo, Bruno Ceccobelli, artista contemporaneo, per terminare con Philippe Daverio.

Mi puoi indicare gli artisti bravi che hai conosciuto e con cui hai operato, eventualmente, “a due mani”?

Tantissimi gli artisti con cui ho collaborato, se sono stati bravi non lo so, ma so che ognuno di loro mi ha insegnato e lasciato qualcosa.

È difficile operare oggi?

Certamente, sì.

L’arte è troppo legata al mondo economico, a discapito delle idee.

Quali sono le tue personali da ricordare?

Negli ultimi cinque anni: ricerca sulla fisiognomica con mostre “Parvenze”, “Tropo” e “Facies Trahere” – mostra “AstrattoConcreto”, venti anni di attività, – ricerca sul significato del linguaggio dei ventagli con mostra: “Aspettami” – mostra “Stupore”, ceramiche, ventagli, farfalle e soli, fonti di vita.

Puoi precisare i temi e i motivi delle ultime collettive a cui hai partecipato?

Sono amante degli animali e ho partecipato alla mostra “Sensualità di gatto”, nel rispetto del ruolo femminile ho partecipato alla mostra “Femmina”.

Dentro c’è la tua percezione del mondo, forse, ma quanto e perché?

Percepire “il mondo” è vitale per chi fa arte e in generale se si vuol vivere bene, il mio modo di fare arte, fuori dagli schemi classici, le mostre personali e le collettive, che scelgo, sono sempre rivolte alla percezione del mondo in cui vivo.

L’Italia è sorgiva per gli artisti dei vari segmenti? 

Sempre meno, il motivo per me è la troppa diffusione di mostre senza selezioni, estemporanee aperte a cui, giustamente, tutti quelli che prendono in mano un pennello e acquistano tubetti di colore possono partecipare.

La Campania, La Calabria, la Sicilia, … il Sud, la “vetrina ombelicale” milanese cosa offrono adesso?

Negli anni sono diventato più legato alla mia terra d’origine, ricca di storia e di tradizione artistica, negli anni passati ho avuto molti rapporti professionali con il Nord, molto meno con il Sud dell’Italia.

Pensi di avere una visibilità congrua, adesso?

Attualmente devo dire di sì, anche perché sono vari i settori dove vi è un mio impegno, dall’arte sperimentale alla fotografia, all’intelligenza artificiale, dalla scrittura di romanzi e testi teatrali alla poesia all’organizzazione di eventi nel mondo delle arti.

Quanti e quali “addetti ai lavori” ti seguono?

Dopo quaranta anni sono tantissimi gli addetti ai lavori che mi seguono, anche io sono diventato uno di loro, organizzando e curando mostre, eventi d’arte, scrivendo recensioni, e etc …

I “social” t’appoggiano, ne fai uso?

Li uso moltissimo per le mie comunicazioni.

La stampa conosciuta e quella accreditata ti seguono?

Avendo amici giornalisti, la stampa mi segue abbastanza.

Perché il pubblico dovrebbe ricordarsi dei tuoi impegni?

Cerco di realizzare eventi coinvolgenti in vari settori, le mie mostre non sono solo mostre d’arte, ma coinvolgono nella loro durata tante altre arti.

Hai partecipato a rassegne d’arte importanti e a fiere d’arte?

Recentemente, no.

L’arte verrà consegnata alla “Intelligenza Artificiale” o andrà avanti su altri canoni o codici?

Qualche volta mi è capitato per curiosità di realizzare video con l’IA, ma è uno strumento che non mi soddisfa nel risultato, alla mia età è difficile farsi affascinare da ciò che non sia il nostro intelletto.

Quali linee operative pensi di tracciare nell’immediato futuro? 

Proseguire nelle mie molteplici esperienze.

Pensi che sia difficile riuscire a penetrare le frontiere dell’arte? 

Per un giovane che vuol intraprendere il percorso artistico lo trovo difficilissimo, troppe sono le variabili da affrontare.

Quanti, secondo te, riescono a saper “leggere” l’arte contemporanea e a districarsi tra le “mistificazioni” e le “provocazioni”?

Oggi, è necessario essere aperti ai molteplici linguaggi che l’arte ci propone, per esprimere la propria lettura di un’opera d’arte contemporanea è necessario avere un retroterra culturale, che va dalla conoscenza delle esperienze artistiche dell’autore alle tecniche, alle esperienze. 

Un’opera oggi può dire tanto ad alcuni e niente ad altri, perché l’arte è follia e provocazione e guardarla per un attimo vuol dire essere sul pelo dell’acqua, senza scoprirne il vero senso. 

Mi ritengo un artista che vuol provocare pensieri e sensazioni, spero di riuscire.

Con chi ti farebbe piacere collaborare tra critico, artista, promoter per metter su una mostra o una rassegna estesa di artisti collimanti con la tua ultima produzione?  

Chiunque mi possa proporre nuove visioni del mondo dell’arte. 

La risposta è che io, in qualità di direttore artistico e curatore, da tre anni, già sto facendo una rassegna in cui presento artisti internazionali insieme ad artisti validi che fanno la loro prima mostra personale, questo completamente gratuito.

Quali progetti vorresti sviluppare nel 2025?

Molti progetti sono in cantiere, alcuni in fase avanzata: una mostra sulle poesie di Alda Merini, che adoro, una mostra sui Totem mentali, una mostra, che sto realizzando da circa due anni, che ha come titolo “Quell’alieno di re Artu’”, la pubblicazione di un romanzo e di un libro di poesie. 

Poi, qualche altra idea mi verrà.

Pensi che sia giusto avvicinare i giovani e presentare l’arte in ambito scolastico, accademico, universitario e con quali criteri e sistemi educativi esemplari?

L’ho fatto per quaranta anni, insegnando scenografia presso l’Accademia di Perugia, che ho anche diretto. 

È per me inconcepibile che in un paese come l’Italia che ha il patrimonio culturale più vasto al mondo si pongano domande di questo genere. 

Dovrebbe essere naturale far comprendere ai giovani l’importanza della storia e della contemporaneità nella loro vita quotidiana. 

Prossime mosse e mostre a Londra, Parigi, Berlino o Roma …?

Niente di tutto ciò. 

Poi, mai dire mai.

Vuoi trasferirti a Pechino o a NY, in Oriente o in Occidente?

Sto bene dove mi trovo.

Quale città vedi lanciata nel contesto migliore del circuito delle arti visive contemporanee?

Tradizionalmente le città tedesche, anche se oggi il loro richiamo e diventato molto minore, poi il mondo tutto, la globalizzazione ha appiattito le emergenze vere, il futuro potrebbe essere di qualche città, magari dell’Africa più profonda e povera.

Hai partecipato a rassegne d’arte importanti e a fiere d’arte?

Moltissime volte.

L’arte va avanti? Perché?

L’arte andrà avanti finché esisterà l’uomo, che sarà in grado di ragionare, di sperimentare, di denunciare, di capire che il futuro è nelle proprie mani.

Le tue prossime esposizioni con date già definite o quasi definite?

Come ho detto prima il cammino si fa man mano che arrivano le proposte serie e no quelle fatte da speculatori.

Che futuro si prevede post-Covid-19 e post guerre?

Sono una persona che ha fiducia nel genere umano e non in chi ha in mano le leve del potere, mi auguro che si riesca a superare questa stagione, che non ha eguali per condizionamenti e povertà di idee, mi auguro che sia valida la teoria dei “corsi e ricorsi storici”. 

VIVA L’ARTE IN TUTTE LE SUE FORME.

SCHEDA SULL’ARTISTA:

Nasce e vive a Perugia, nel 1976 si laurea in Architettura, sua professione fino al 2017. Nel 1980 vince il concorso di assistente alla Cattedra di Scenografia dell’ABA di Perugia, dove rimarrà come docente fino al 2014, ricoprendo per vari anni la carica di direttore vicario e poi dal 2007 al 2010 quella di Direttore. E’ Accademico ABA per meriti d’arte.   Il suo maggior interesse è la sperimentazione che non esclude nessun materiale.  Partendo da un’idea che colpisce la sua fantasia inizia a studiare quel settore di interesse, che si può riferire a testi antichi o a studi sul colore o al volto o alle leggende, ecc … Una sua importante ricerca è sulla fisiognomica in rapporto con l’arte, durata tre anni, con mostre personali e pubblicazioni; nel 2023 riprende la sua passione per l’arte astratta con la mostra itinerante “AstrattoConcreto”; Nel 2024 inizia un nuovo progetto affascinato dal linguaggio muto dei ventagli, che lo porta alla mostra “Aspettami” presso il Fuseum, la casa museo di Brajo Fuso; il 2025 si apre con la mostra “Stupore” presso il Centro d’arte contemporanea “Antica Fornace Grazia” a Deruta, in cui realizza anche la performance “Lo stupore di stupirsi”. Da sempre, per realizzare i suoi progetti utilizza i materiali più diversi: la pittura, la scultura in ceramica, il legno o il gesso, la carta a mano o la cartapesta per giungere alla vetroresina; le ultime sue esperienze sono rivolte all’uso di materiali semplici quali bacchette di bambo, carta colorata e colla vinilica, da cui sono nati i Ventagli, le Farfalle, i Soli ed i Totem. Da sempre ricercatore di sensazioni ed esperimenti, i suoi maestri nel mondo dell’arte sono stati: suo padre Fernando, valente restauratore di affreschi e artista, il Maestro Giorgio Ascani Nuvolo, artista e serigrafo, il Maestro Edgardo Abbozzo, sperimentatore, orafo e alchimista ed il maestro Nino Caruso, ceramista. Il suo percorso artistico inizia alla Galleria “Spazio Possibile” di Perugia, nel 1977 con la prima mostra personale dove presenta sculture in legno d’olivo.     

Mostre a Cordoba, Siviglia e Malaga, Perugia, Viterbo, Bolzano, Venezia, Ascoli Piceno, Bologna, Pescara, Roma, Terni, Genova, Benevento, Rovereto, Stoccolma, l’Aia, New York, Malta, Francia, Perù, ecc…. A Venezia partecipa a mostre durante le Biennali d’arte, partecipa alla biennale di Ascoli Piceno, a varie edizioni della mostra “Expo Bologna” durante l’”ArteFiera”, dove incontra Philippe Daverio, che diviene suo amico ed estimatore. Molto ampia è la sua collaborazione con critici e storici dell’arte, è presente nel “Catalogo dell’Arte Modernan. 54, Editoriale Giorgio Mondadori; in “Umbria Contemporary Art”, vol.1, 2017; in “Lo stato dell’arte ai tempi della 57° Biennale d’arte di Venezia” di Giorgio Gregorio Grasso, vol.1, 2018; in “Annuario d’arte” 2018 di Francesca Bogliolo; in “Terra di maestri” 2006 di Antonio Carlo Ponti; nel n.96 (2018) e nel n. 99 (2019) di Contemporart, direttore Andrea Baffoni.  Le sue opere sono presenti in varie Collezioni Private e Musei italiani ed esteri. 

A gennaio 2025 è stato insignito del Premio internazionale “Luca Romano” per la cultura.

A marzo 2025 ha ricevuto il premio alla Carriera dall’Ass.ne Nazionale 50&PIU’.

Dal 2023 è Curatore e Direttore Artistico per il “Convivio delle Arti”, eventi artistici presso il Castello di Agello, Magione.

*Maurizio Vitiello, critico d’arte e sociologo