Matteo Deraco, Racconti di storie irrilevanti (EdiLab Edizioni, 2021)

Matteo Deraco, Racconti di storie irrilevanti (EdiLab Edizioni, 2021)

Lo scrittore romano classe 1984 Matteo Deraco, con la raccolta Racconti di storie irrilevanti, EditLab edizioni (realtà editoriale che promuove l’interattività), 2020, si misura con una scrittura cinematografica, che è stata sua materia di studio. Il desiderio di essere se stessi e di dare il ben servito alle convenzione, costituiscono i topics principali della raccolta di Deraco, il quale si chiede e chiede al lettore se sia più semplice rispettare e assecondare gli altri e la maschera che ci siamo costruiti oppure cambiare rotta, decidendo di accontentare noi stessi, disinteressandoci del giudizio altrui e di quello che molte persone si aspettano da noi.

Ma cosa vuol dire davvero essere se stessi? In effetti anche cercare di andare incontro a chi ci sta a cuore ed essere una persona diversa da quella che si è può voler dire diventare davvero se stessi. Cosa intende Deraco con “essere se stessi”?

Pessoa sosteneva che alla fine di una giornata rimane ciò che è rimasto di ieri e ciò che rimarrà di domani; l’ansia insaziabile e molteplice dell’essere sempre la stessa persona e un’altra. Per Deraco l’uomo, essendo un animale sociale non può esimersi dall’indossare ogni volta una maschera a seconda di chi ha davanti o del contesto in cui si trova. Questione di sopravvivenza sociale e antropologica, non tanto esistenziale come la intendeva Pessoa. Racconti di storie irrilevanti è un piccolo affresco sull’insofferenza umana che spesso di traduce in sarcasmo. Deraco si avvale di un linguaggio semplice, chiaro, “metropolitano”, atto a mostrare le cose per quello che sono e spesso ricorre ad un divertito turpiloquio.

Gli episodi descritti da Deraco ammoniscono il lettore del pericolo che può correre ricorrendo al travestimento sociale: una vita senza verità, basata sulla finzione significa morte.

Tuttavia anche essere se stessi senza paura vuol dire pagare un prezzo molto alto, ma ne vale pena secondo l’autore; per far riemergere quella parte di sé che si è dovuta sacrificare per diventare qualcun altro, ed essere accettati da tutti, è necessario rivelare la parte più vera, e si conseguenza creare dei problemi in primis a noi stessi e poi disagio e sorpresa negli altri:

<<Uno come me rimane sempre inculato da questo, per lo svelarsi, e tutti continuano a dirmi che mi mostro troppo, che spogliarmi e mettermi a nudo davanti al mondo, dà al mondo l’occasione di mangiarmi, di divorarmi, ma a me basterebbe sapere di essere morto integro, per sapere di essere morto felice>>.

I racconti di Matteo Deraco sono una piccola finestra sul nostro mondo, aprirla coincide con il dischiudere i nostri occhi e sentirsi un po’ a casa.

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