Aprirsi o non aprirsi ?

Aprirsi o non aprirsi ?

La fiducia reciproca è fondamentale in qualsiasi genere di rapporto profondo: essa comincia con l’aprirsi all’altro, onde rivelare i propri sentimenti e le proprie esperienze. Il grado di intimità tra due persone dipende, in gran parte, dall’apertura raggiunta nelle confidenze che vengono scambiate. Ci sono, però, sempre dei limiti; è vero che “sbottonandoci” troppo poco, possiamo apparire freddi e distaccati, ma è anche vero che, andando troppo in là e troppo in fretta, corriamo il pericolo di sembrare persone un po’ strane, o impaurire talmente l’altro, da far cessare di colpo il rapporto. Gli individui con un buon equilibrio emotivo, sono caratterizzati dalla capacità di aprirsi a fondo con poche persone per loro significative (un genitore, il coniuge/compagno, un amico intimo), e aprirsi moderatamente con tutti gli altri. Chi ha problemi nel relazionarsi, invece, si distingue o per la grande chiusura, o per l’estrema apertura con tutti, intimi ed estranei che siano. Nel primo caso, non solo ci si nasconde agli altri, ma non si riesce neppure conoscere se stessi, i propri sentimenti, emozioni e bisogni; nel secondo caso, quando si rivelano particolari intimi, anche a conoscenti casuali, si possono provocare diverse reazioni negative, che vanno dall’imbarazzo al senso del ridicolo. In conclusione, ritornando al titolo iniziale: apriamoci, ma con misura.

*Sergio Camellini, psicologo

Sergio Camellini