VerbumPress

Un classico dell’infanzia e i suoi epigoni

Un caleidoscopico viaggio nel regno dei film d’animazione vecchio stampo


Nella Storia del Cinema si staglia il film “Mary Poppins” del regista Robert Stevenson. Si tratta di un film all’avanguardia per l’epoca (1964) con una perfetta fusione tra attori in carne e ossa e personaggi a cartoni animati. Bisognerà aspettare qualche anno per vedere una convincente simbiosi tra uomini e cartoni animati, nel monumentale film di Zemeckis “Chi ha incastrato Roger Rabbit”.

Memorabile la scena dove Bob Hoskins (grande interprete del primo “Super Mario” su celluloide) deve nascondere il coniglio gigante dagli occhi della compagna nel suo impermeabile e lei esclama: “Sei contento di vedermi o hai un coniglio nelle mutande?”. Il film di Zemeckis è ambientato negli anni ’50, come anche l’altro suo capolavoro “Ritorno al futuro” una alchimia filmica in equilibrio tra commedia e fantascienza. E di lì a poco usciranno altri cloni come il visionario “Fuga dal mondo dei sogni” di Ralph Bakshi (con un giovanissimo Brad Pitt alle prime armi nella recitazione) ed il nostrano “Volere volare” di Maurizio Nichetti e Guido Manuli, senza dimenticare l’iconica Raffaella Carrà nella sigla della trasmissione televisiva “Il principe azzurro”. Tornando a Mary Poppins ormai simbolo dell’Inghilterra, tanto che nei giochi olimpici del 2012 a Londra Danny Boyle che dirigeva la spettacolare cerimonia iniziale con tanto di James Bond, Peter Pan, fece addirittura “gettare” da un aereo la compianta regina Elisabetta con un paracadute coadiuvata dal bondiano Daniel Craig. Bisogna dire che al giorno d’oggi il cartone è stato soppiantato nei film dalla computer grafica, basti pensare a “Detective Pikachu”. Insomma l’interazione tra l’uomo ed il cartone animato ha prodotto momenti poetici nella storia del cinema, passando dal musical scoppiettante di Stevenson (Mary Poppins) al nostalgico tributo al mondo dell’animazione in via di estinzione di Zemeckis (Roger Rabbit) al conturbante Bakshi (Fuga dal mondo dei sogni) e passando alla comicità stralunata di Nichetti (Volere Volare), donando pellicole uniche nel loro gioco a rimpiattino tra la realtà e la fantasia, in un eterno inseguimento tra verosimile e impossibile plausibile di Disneyana memoria.

*Jean-Pierre Colella, docente