VerbumPress

RubricaCeption – L’immensità del cielo nell’eternità di Roma: Quinta Tappa

Dal Tiglio e la Quercia di piazza Cairoli alle costellazioni

Roma nasconde meraviglie a non finire, tanto che, pur amandola da 40 anni, ancora non le ho scoperte tutte. Tra queste si cela il suo ruolo nello sviluppo dell’astronomia.  Capiamo insieme come questa eterna città racchiuda l’immensità del cielo.

***********************************

Bisogna sempre guardare oltre al proprio naso per raggiungere l’infinito. Chi mi legge, mi avrà sentito ripetere questa frase innumerevoli volte. Oggi vi stupirò aggiungendo una cosa: “…Ogni tanto, però, l’infinito si cela proprio sotto al nostro naso.”

E siamo a cinque… quinta tappa del nostro tour “L’immensità del cielo nell’eternità di Roma”. Se non avete letto le precedenti, vi consiglio di farlo così che possiate capire da dove nasce questa “rubrica nella rubrica” e fare un viaggio completo a zonzo per Roma. 

Nell’ultima puntata abbiamo – spero – sfatato lo stereotipo secondo cui  noi donne non saremmo adatte alla Scienza e lo abbiamo fatto partendo dalle bellissime Magnolie in Piazza De’ Renzi. In questo numero vorrei invece sfatare un altro mito altrettanto radicato nel nostro mondo: cioè che l’influenza di stelle, pianeti e in generale dell’universo sulla nostra vita è legata solo al fatto che la Terra è, obiettivamente, nello Spazio e a nulla più.  Sia chiaro, ogni persona può credere ciò che vuole ma vorrei almeno che non basasse la propria vita su questo.

Per far questo, ci spostiamo tra il Ghetto e Campo dei Fiori, precisamente a Piazza Cairoli dove, all’interno del piccolo giardino, troviamo appaiati un Tiglio e una Quercia, che nascondono tra i loro rami una storia dolcissima. Andiamo!

***********************************

“Filemone e Bauci” – Arthur Rackham (1922)

La Quercia, simbolo di forza, resistenza e longevità, e il Tiglio, associato a dolcezza, ospitalità e amore. L’unione di questi due splendidi alberi ci rimanda al mito di Filemone e Bauci, uno dei più dolci che potrete mai conoscere, tra i tanti che ci ha raccontato Ovidio (precisamente nelle Metamorfosi (libro VIII)). Zeus ed Hermes, vagabondando sulla terra nelle vesti di uomini comuni, stavano mettendo alla prova l’ospitalità degli abitanti della Frigia. Vennero respinti ovunque tranne che da due anziani coniugi, Filemone e Bauci appunto. LA coppia li accolse nella sua umilissima casa, li fece sedere offrendo loro tutto ciò che avevano a disposizione, nonostante l’immensa povertà. Commossi dalla loro ospitalità, Zeus e Hermes, rivelatisi a loro, vollero premiarli; li salvarono dall’alluvione che loro stessi scatenarono sulla regione (al solito sti dei sono un tantinino rancorosi) e li resero custodi del tempio sorto al posto della loro capanna. Inoltre, permisero loro di esprimere un ultimo desiderio. Filemone e Bauci, grati per questa possibilità, chiesero solo di poter morire insieme. Anni dopo, quando accadde, Zeus trasformò Filemone in una Quercia e Bauci in un Tiglio, intrecciati tra loro. Questa unione divenne il simbolo dell’ospitalità e dell’amore eterno nonché dell’armonia di coppia.

L’onestà, la gentilezza e l’amore: tre sentimenti così belli e puri da essere, purtroppo, qualcosa di straordinario e non di ordinario, sin dai tempi più antichi. E’ un peccato che tra le costellazioni nel nostro meraviglioso cielo, che come ben sappiamo sono strettamente legate alla mitologia, nessuna sia stata dedicata ai protagonisti di questo dolce mito. 

Le costellazioni. Gli splendidi disegni creati dalle stelle nel cielo che non sono soltanto un piacere per gli occhi ma sono state utilizzate, per secoli e secoli, come una vera e propria mappa per muoversi sulla Terra e sul mare. Il cielo è da sempre un punto di riferimento per l’essere umano: per orientarsi, certo, ma anche per sognare e affidarsi a qualcosa. 

Eclissi Solare Totale del 2017 vista dall’America. Credits: Sebastian Voltmer4.

Miti e superstizioni sono probabilmente nati già dal primo sguardo incredulo che l’uomo ha rivolto al firmamento. Pensate cosa potesse significare in tempi tanto lontani l’avvistamento di una stella cadente: la terrificante sensazione che il cielo stesse per crollare. E un’eclissi? Il Sole che sparisce per qualche minuto senza spiegazioni, il buio improvviso: deve essere stato spaventoso! La nostra natura di essere umani, mortali e terreni, ci porta a idolatrare e mitizzare tutto ciò che va al di là del mondo a cui siamo abituati e che reputiamo oltre la nostra comprensione. Il cielo ne è simbolo perfetto. Prendiamo qualche esempio dalla mitologia greca; Giove era il re degli dèi e dei fulmini, Apollo il dio del Sole e Artemide la dea della Luna. Ogni evento, da una tempesta di fulmini all’eclissi di Sole, era associato all’umore degli dèi, a punizioni o a premi.

Da vari secoli, ormai, abbiamo fatto dei passi avanti nella conoscenza e oggi possiamo dire con certezza scientifica che le stelle, la Luna, i pianeti e gli oggetti celesti in generale non hanno alcuna influenza su gravidanze, raccolti, fortuna o altro. Certo, il Sole influenza il clima e la Luna le maree, ma parliamo di fisica non di influssi misteriosi. Eppure, ancora oggi l’oroscopo è parte della nostra quotidianità ed è ancora normale chiedere il segno zodiacale a una persona. Ma quanto è scientificamente attendibile l’influenza che il nostro segno zodiacale ha sulle nostre vite?

Raffigurazione della costellazione del Leone

Il punto di partenza è sapere che il segno zodiacale di ognuno di noi è stabilito dalla costellazione, notturna, che si trova nel punto più alto del percorso apparente del Sole (l’eclittica) nel nostro mese di nascita.  L’asse di rotazione terrestre, i cui estremi indicano il Nord e il Sud, subisce un moto lentissimo, circa 27000 anni, chiamato “moto di precessione”: questo moto, porta l’asse terrestre a puntare parti diverse di cielo in periodi diversi della nostra storia. Quindi diverso era il cielo osservato dagli antichi egizi rispetto a quello che osserviamo ora, e quindi diversa era la posizione delle costellazioni in un certo mese (ne abbiamo parlato meglio nel numero di Giugno 2023). Io sono nata a fine luglio e, in questa epoca, sono del Leone: ma se fossi nata 2100 anni fa, sarei stata della Vergine, perché questa sarebbe stata la costellazione dominante nel mese di luglio/agosto. Certo, 2100 anni sembrano un tempo lunghissimo ma se pensiamo che la Terra è qui da 4 miliardi e mezzo di anni, ci rendiamo conto di quante volte il segno zodiacale legato a un certo mese sia cambiato in questo – per noi – enorme lasso di tempo. 

Le 13 costellazioni dello Zodiaco

Non solo. Le costellazioni dello Zodiaco, quelle cioè che si trovano lungo il percorso apparente del Sole di giorno, non sono 12 come l’oroscopo ci fa pensare… Eh no, sono 13! Tra lo Scorpione e il Sagittario c’è infatti l’Ofiuco (dal greco Ὀφιοῦχος (Ophioukhos), “colui che tiene il serpente” (da ophis = serpente e ekhein = tenere), una costellazione enorme in cielo ma che non è stata inserita nell’oroscopo. “E perché mai?” vi chiederete… beh, perché il numero 12 risultava più “tondo” e “bello” rispetto al 13.

E poi, gran finale. Abbiamo detto che nell’antichità l’uomo ha “creato” le costellazioni perché le stelle erano l’unica via per potersi orientare. Associare delle forme a gruppi di stelle “vicine” è stato il modo più immediato (d’altronde, facciamo lo stesso con le nuvole. Quiesta associazione che fa il nostro cervello si chiama “pareidolia”). Nella realtà, però, le stelle che compongono le costellazioni non sono affatto vicine, anzi… possono distare tra loro anche miliardi di km! Pensate che nella costellazione del Leone una delle stelle dista da noi 700 mila miliardi di km e un’altra ben 80 mila miliardi di miliardi di km. Tra loro non esiste alcun legame reale e, conseguentemente, non possono influenzarsi tra loro né, tantomeno, influenzare noi qui sulla Terra.

Raffigurazione della tredicesima costellazione dello Zodiaco, l’Ofiuco. Credits: Accademia delle Stelle

Insomma, con tutte queste variabili in gioco, questi cambiamenti e queste distanze, come potrebbe mai la posizione del Sole rispetto alle stelle influire su di noi? Sia chiaro, non c’è niente di male nel voler credere che una stella ci protegga o che una stella cadente possa far avverare un nostro desiderio, purché non permettiamo che questo diventi lo “spirito guida” per la nostra vita.

La nostra vita è governata solo da quello che noi semplici esseri umani siamo in grado di fare, che è molto più di quanto ci rendiamo conto.  

***********************************

VERSI (legati all’eclissi che c’è stato)

“Ecco che mentre te godi er calore der giorno luminoso, 

‘a notte cala su’a Tera tutta a’n botto, senza preavviso. 

Stupore, paura e terore tutt’attorno se diffonnono,

portannose a chiede se so’ li dei che a quarche torto risponnono.

Manor er tempo de fasse veni’ er crepa còre 

che er giorno torna de nòvo a porta’ calore.

Ma resta er dubbio che quarcosa de brutto possa accade’ 

e quinni mejo fa ‘na perghiera va’, pure senza sape’.

Questo accadeva più o meno sempre quarche tempo fa’, 

quanno ‘a Luna tra Sole e Tera decideva de dovesse ficca’.

Mo’ che sapemo bene de che se tratta co’ precisione, 

e potremmo co’ tranquillità arza’ l’occhi e godesse st’occasione, 

gnente, preferimo sempre ancora’ ‘a vita nostra a mistero e superstizione,

perché morto più facile così’, che prennese ‘a responsabilità de’ pòpa azione!”

FONTI

EMoT – Museo Diffuso Degli Alberi – https://e-mot.net/ 

EMoT Applicazione – https://e-mot.net/#app 

Libro “Il Cielo Sopra Roma” – Roberto Buonanno

*Martina Cardillo, astrofisica