Pierfranco Bruni. Verso una filosofia. Da Sgalambro a Zambrano, Solfanelli editore
L’autore ci ricorda che il pensiero è sempre un cammino
«Discutiamo di filosofia? Non è facile ma è necessario. Attenzione. Non colleghiamo la filosofia alla scientificità alle cattedre universitarie agli accademici. La filosofia è ben altro. È avere la consapevolezza che la parola non è soltanto conoscenza. È coscienza. Se si capirà ciò sono disposto a discutere di: anima, cuore, poesia, sogno, macerie, disubbidienza, eresia, politica, noia, dubbio, ricerca del vero nel non vero, di fede e non di teologia, di metafisica, di corpo, di me stesso… Altrimenti è un perdere tempo e so che il Tempo è Essere o Buio nell’Aurora… Forse anche per questo ho scritto questo libro, che è tante avventure». Sono parole dell’antropologo, saggista e critico letterario Pierfranco Bruni, che ha recentemente dato alle stampe “Verso una filosofia. Da Sgalambro a Zambrano”, con scritti di Marilena Cavallo, che si sofferma sul ruolo di Maria Zambrano in Italia, e di Tonino Filomena, che richiama i modelli tradizionalisti di impegno filosofico e storico.

Pubblicato da Solfanelli editore, per conto del Ministero della Cultura nell’ambito del Comitato Nazionale per le celebrazioni del Centenario della nascita di Manlio Sgalambro, il volume ci ricorda, in un’epoca in cui la filosofia corre il rischio di diventare un sapere sterile e lontano dalla realtà, che il pensiero è sempre un cammino, un percorso da intraprendere con onestà intellettuale e apertura emotiva.
Tante sono le domande che spesso ci poniamo. Cosa facevano i filosofi greci nella vita quotidiana? A cosa pensavano? A cambiare il mondo o a interpretarlo? “Filosofare” era un mestiere? Era pericoloso? E se Socrate, Senofonte, Platone, Aristotele, Epicuro e Lucrezio fossero nostri contemporanei, discuterebbero di Genoma e di Intelligenza artificiale? Quindi ha senso discutere oggi di filosofia? Perché “tediare” ancora i nostri ragazzi con la filosofia se poi i filosofi vengono considerati dei perditempo?
In queste pagine – spiega l’autore, già direttore del Ministero dei Beni culturali e fondatore del dipartimento di Demoetnoantropologia, ricoprendo la carica di responsabile delle minoranze etniche nel nostro Paese – non vi sono risposte definitive o soluzioni preconfezionate e costruite ad hoc, ma, al contrario, si offrono gli strumenti per un’autentica esperienza interiore di ricerca e di disvelamento.
Sgalambro e Zambrano, in modi differenti ma complementari, ci invitano a pensare per cambiare, a riflettere per agire, a sentire per comprendere, superando le certezze del passato e accettando con coraggio la sfida del futuro ignoto, anche mettendo in discussione sé stessi e le proprie convinzioni.
*Mary Attento, giornalista ed editor