Maurizio De Giovanni, Il pappagallo muto, Rizzoli
Un noto pubblicitario, la portavoce di un’importante società petrolifera sudamericana, il fiduciario di una primaria compagnia di navigazione con l’Oriente decidono di vedersi in presenza, a Napoli, e dispiegano un sofisticato sistema tecnologico d’isolamento ambientale. Chi ha investito tutti i soldi necessari a garantire il cono d’ombra digitale? A quale scopo? E perché s’incontrano proprio a Napoli? È un’indagine cruciale, ma che non può essere condotta con la più recente e sofisticata strumentazione tecnologica. Al contrario, possono essere utilizzati soltanto gli arcaici strumenti del pedinamento, dell’ascolto diretto, del fiuto investigativo.

Sara Marozzi e Andrea Catapano, ormai in pensione, si sono adattati a trascorrere qualche ora su una panchina dei giardini pubblici, accanto ai bambini che giocano, e nessuno potrebbe immaginare che per anni sono stati agenti segreti, i migliori. E così ai vertici dei servizi segreti, a cui spetta la responsabilità di garantire la sicurezza del Paese, non resta altra scelta che rivolgersi ancora a loro: a Sara, la ‘Mora’, e ad Andrea, cieco ma dalle straordinarie doti investigative. I due decidono di accettare perché, come sostiene l’uomo, «uno ha fatto il mestiere che abbiano fatto noi, non si tira fuori se lo richiamano in servizio».
Ma Sara e Andrea in breve tempo comprendono che rimettersi in attività è stata una scelta sbagliata, perché l’incarico li espone a rischi molto alti, stretti all’interno di un ingranaggio molto più grande di loro. Tuttavia, i due agenti non solo soli e possono contare sul supporto di altri membri della loro vecchia squadra: Teresa, la ‘Bionda’ che aveva fatto coppia con Sara, Pardo e Viola e il fido Bovaro del Bernese Boris.
De Giovanni con Il pappagallo muto. Una storia di Sara (Rizzoli) adegua il proprio stile alla materia narrata. Offre, dunque, descrizioni attente ai dettagli e alle deduzioni logiche che ne scaturiscono; intreccia con maestria un groviglio d’inconfessabili segreti tali da sorprende sempre il lettore, fino all’ultimo colpo di scena.
*Raffaele Messina, scrittore