La cultura scientifica e quella letteraria sono sempre in contrasto?
Sono sempre esistite forti incomprensioni tra la cultura letteraria e quella scientifica. In effetti rappresentano due punti di vista molto diversi nell’osservare il mondo: l’immaginazione, le emozioni e le interpretazioni soggettive contro le osservazioni razionali e le regole acquisite nell’accurato studio scientifico.

Anche i due mondi accademici si guardano con diffidenza e raramente si incontrano. Da una parte abbiamo umanisti colti ma incapaci di comprendere il mondo tecnico che ci circonda, dall’altra scienziati bravissimi ma riluttanti all’emotività e all’istintivo.
Il valore, invece, sta nel dialogo: quando le due culture si incontrano, nasce una comprensione più profonda e completa della realtà. Le grandi questioni della nostra epoca come i cambiamenti climatici, l’intelligenza artificiale, la bioetica… non possono essere affrontati solo con calcoli e dati, né solo con buoni propositi e riflessioni morali, ma richiedono un sapere integrato.
Tuttavia in Italia, luogo culturale “ostile” a questo dialogo, come il resto dell’Europa meridionale, sono nate alcune collaborazioni:
– Il Muse di Trento è un centro d’eccellenza che presenta scoperte scientifiche e ospita installazioni artistiche ispirate alla natura, alla matematica e alla sostenibilità.
– La Città della Scienza di Napoli è un grande centro dove divulgazione scientifica, tecnologia e arte si incontrano per parlare al grande pubblico, soprattutto ai giovani.
– Il gruppo di ricerca AIÓN dell’Università di Bologna e l’associazione Filò hanno avviato il progetto “Inventio” con lo scopo di proporre a vari istituti tecnici e professionali l’introduzione di materie filosofiche.
– L’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (INFN) ha promosso diverse iniziative in cui scienza e arte si fondono. Un esempio è Collisioni di Universi, un progetto che coinvolge artisti contemporanei e fisici.
Nella letteratura moderna esistono dei libri che affrontano entrambi gli argomenti e che ho avuto la fortuna di leggere:
– “The Ministry for the Future” di Kim Stanley Robinson. Un romanzo che fonde storytelling e scienza climatica. Descrive un futuro vicino, sconvolto dalla crisi ambientale, e immagina soluzioni basate su geoingegneria, politica globale e innovazione tecnologica.
– “Klara e il sole”, scritto da premio Nobel della letteratura Kazuo Ishiguro. Klara è un umanoide creato per imparare le emozioni umane al fine di diventarne una specie di assistente, o in questo caso, confidente. Il mondo scientifico e quello letterario si sovrappongono ed è ovvio che, data la cultura di Ishiguro, prevale il secondo, però nel libro vengono citati più volte argomenti scientifici; il più ricorrente è l’editing genomico, ossia l’ormai imminente possibilità di modificare il DNA umano.
– “La solitudine dei numeri primi” di Paolo Giordano, scrittore laureato in fisica. È la storia di ragazzi che vivono isolati ed emarginati per la loro difficoltà nel relazionarsi con i coetanei. Un’opera bellissima e ricca di emozioni.
*Enrico Casartelli, giornalista