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Il mito degli anni ‘80. Tra Stephen King e Netflix (2.0)

Un caleidoscopico viaggio nella serie Netflix: Stranger Things


Gli episodi 3 e5 dell’ultima stagione di Stranger Things sono stati diretti da Frank Darabont. Darabont ha diretto le migliori trasposizioni filmiche di Stephen King e Stranger Things attinge a piene mani dall’immaginario del re del brivido (il lettering della sigla iniziale è un misto di quello dei libri di King e Superman). Altro scrittore  di fantascienza che viene omaggiato abbondantemente è Lovecraft con il suo orrore universale che si nasconde sotto lo zerbino di casa. Lovecraft con i suoi antichi lo possiamo vedere già dall’aspetto dei demogorgoni (infatti gli antichi del romanzo “Le montagne della follia”, hanno la testa a forma di fiore). Questa serie ha il lato positivo di farci tornare indietro nel tempo, ricreando le stesse sensazioni dei protagonisti. Con in primo piano i valori dell’amicizia contrapposti agli incubi che ognuno porta dentro. In questo aspetto il primo impatto di questa saga decennale ricorda quella di Harry Potter. Come la saga di Harry Potter ci ha fatto vedere crescere i protagonisti, così anche Stranger Things, ci ha mostrato dei bambini diventare adulti. Tornando al regista Frank Darabont i film che ha diretto sono: “Il miglio verde”, “Le ali della libertà”e lo splendido “The Mist”.

Altro regista degli episodi 6 e 7 è Shawn Levi, famoso per il suo classico per famiglie “Una notte al museo”, mentre il resto degli episodi è curato dai Duffer Brothers. Interessante la parte in cui Undici si muove nei ricordi di Vecna, in una sorta di viaggio nel tempo come Ben Kisgsley nel videoludico film “Prince of Persia”. Kinglsey poi passerà a tessere la monumentale opera di Roman Polanski “Oliver Twist”, che tanto ha da spartire con la nostra orfanella Undici. Insomma l’evento epocale di questa chiusura di stagione, ha provocato tanto sgomento nel cuore di ogni appassionato, rendendoci orfani di esperienze uniche nel turbolento periodo degli anni ‘80, lasciandoci con le melanconiche note di Bowie e il suo eroe decaduto, spaziando dalla letteratura Horror (Stephen King) alla letteratura di Fantascienza (H.P. Lovecraft) passando per il romanzo di formazione dell’orfanello di Charles Dickens (Undici che non si salverà come lo “Sfortunato” Oliver Twist).

*Jean-Pierre Colella, docente