Il lirismo ancestrale nell’arte di Lilian Rita Callegari
Lilian Rita Callegari è nata da genitori italiani a Caracas (Venezuela), vive e lavora a Pesaro. Si dedica alla pittura e alle più varie forme espressive -dal costume e dalla scenografia teatrale alla ceramica, dall’incisione all’oreficeria e alla scultura- sin dalla più tenera età. Si è laureata in Lingue e Letterature Moderne presso l’università di Urbino. Dal 1970 al 1980 fa parte del gruppo “Los Artistas del Oriente venezolano” di Caracas e di Porlamar (città quest’ultima dove frequenta lo studio del poliedrico artista spagnolo Pedro de Loyzaga, con il quale espone a New York, Buenos Aires, Rio de Janeiro, Bogotà e Madrid). Laureata in Lingue e Letterature Moderne presso l’Università di Urbino e, sempre nel capoluogo montefeltresco, all’Accademia di Belle Arti; è stata titolare della cattedra di “Arte della Moda e del Costume” all’Istituto d’Arte Ferruccio Mengaroni di Pesaro. Ho conosciuto Lilian Rita Callegari presso l’Alexander Museum Palace Hotel di Pesaro in occasione di alcuni eventi culturali e presentazioni di personalità del mondo artistico e letterario, ideate e curate da me.

Subito sono rimasta colpita dalla originalità dirompente dell’artista sia per la presenza elegante e pittorica sia per le sue tele esposte nella Sala degli Specchi del Museum. Italo venezuelana, come ama definirsi, è dotata di profonda sensibilità, tanto da coniugare le proprie esperienze umane e artistiche dal Venezuela all’Italia, con un intenso periodo romano e poi definitivamente a Pesaro dove ha insegnato come docente all’Università di Urbino. Da questo incontro é nata un’amicizia di condivisione spirituale, di stima e di affetto. Lilian vive da molti anni a Pesaro, dove ha insegnato e svolge la sua feconda attività artistica. La sua famiglia di origine viene da una ricca esperienza creativa. Il padre fu tra i primi in Venezuela a realizzare laboratori con impianti luminosi, che furono collocati nei grattacieli di Caracas. E proprio da questa esperienza paterna che nasce il suo amore per l’arte. Ha studiato in Venezuela e in Italia, e in particolare a Urbino, per cui in Lilian convivono due colture, una Sudamericana e una Italiana, complementari fra di loro. Le prime opere realizzate sono in una forma pittorica legata al vero. Ha amato i pittori impressionisti e post impressionisti, realizzando mostre in tutto il mondo e dedicandosi tuttora alle incisioni in omaggio al Venezuela. L’artista, nella sua opera dal titolo Lettera Scarlatta, intende comunicare che ogni autore, attraverso il proprio linguaggio espressivo, fa un atto di denuncia verso i mali della società. Per la Nostra la pittura o la scultura o qualsiasi altra forma d’arte, è un avvertimento al mondo per la salvaguardia della Natura, perché essa è vita. Andando in Sudamerica dai popoli autoctoni si può scoprire come il senso del rispetto, verso i quattro elementi naturali: acqua, fuoco, aria e terra, sia fondamentale, in quanto considerati linfe di vita. Non a caso la Biennale è intitolata Viva Arte Viva e quindi anche per questa motivazione la sua esperienza l’ha portato ad amare sempre la Natura come nutrice di vitalità. Sin da piccola viene introdotta all’uso del colore dal nonno, dal padre e dallo zio, specialisti in arte grafica di grandi dimensioni, affissi ai grattacieli di Caracas. Lilian arriva in Italia adolescente per stabilirsi con la famiglia a Roma, vicino a uno zio architetto e pittore che abitava poco distante dall’Accademia di Belle Arti, dove si trovava la nota libreria “Al Ferro di Cavallo”, che promuoveva le avanguardie letterarie e artistiche, come fiore all’occhiello della cultura e arte contemporanee. Conobbe così già in età adolescenziale poeti e scrittori quali Ungaretti, Sinisgalli, Pound, Pasolini ma anche artisti visivi come Burri, Afro, Schifano, Festa, Mastroianni e Rotella che frequentavano lo studio romano dello zio, vedendoli usare spatole e pennelli. Lilian, pendolare con il Venezuela fino all’età di 25 anni circa, esordisce come conduttrice di “Radio Nueva Esparta” a Isla de Margarita, con un programma personale, avendo modo di conoscere artisti, politici, cantanti, top model, personaggi di spicco e altri a sfondo sociale-collettivo. Collabora anche con riviste e periodici come scrittrice. In seguito si laurea in Lingue e Letterature Moderne e Contemporanee all’Università di Urbino, studia scienze grafologiche, consegue le lauree in Pittura e in Scenografia all’Accademia delle Belle Arti e insegna Arte della Moda e del Costume all’I.S.A. Ferruccio Mengaroni di Pesaro. Di indole originale e poliedrica, si dedica alla pittura e alle molteplici forme espressive che spaziano non solo dal costume alla scenografia teatrale, ma anche dalla ceramica all’incisione e dall’oreficeria alla scultura. Chiamata “La pintora de los caballos” (la pittrice dei cavalli), le viene tra l’altro commissionato dall’Ippodromo di Caracas un dipinto di notevoli dimensioni raffigurante una corsa con fantini, dal quale emergono, con forza e plasticità, l’eleganza dei cavalli. Tra l’altro il padre è stato proprietario del famoso campione di galoppo Ribot. La sua pittura è complessa, profonda, ricercata e raffinata, la cui poetica intimamente legata al Sudamerica, soprattutto nell’esplorazione della cultura precolombiana, la conduce in ultimo all’astrazione kandinskyana. La sua estrema sensibilità unità all’esperienza personale, mossa attraverso culture così diverse, trascende sul piano dello spirito con l’uso di cromie innovative. L’ancestrale armonia di luci e di colori delle sue opere sfumano con incisività dal viola al verde smeraldo, dalla terra di Siena al rosso vivo e vibrante della passione, in una danza malinconica e melodiosa. Il percorso artistico si accosta all’astrazione lirica e informale contemporanea. Il suo è un racconto epico per la forza dei contrasti accessi e contradditori, fino ad arrivare ad una pittura simbolista, non mancando l’ispirazione esoterica. La sua pennellata sembra entrare in un dinamismo cosmico e onirico in un grido liberatorio, permeato di ogni elemento naturale. La dicotomia pittorica si risolve verso la realizzazione di fusione tra pittura e scultura, la cui evoluzione è la metamorfosi ideale del suo mondo interiore, come rappresentazione della realtà complessa, fra incertezza e indeterminazione.
Alcune note artistiche
Mostre personali soprattutto nelle più importanti città europee ed americane ed ha partecipato a rassegne internazionali quali Miscellanées al Kunstmusem di Berna, La paix dans le monde al Palais des Nations Unies di Ginevra, Logos e Pathos alla Kwan-Hoon Gallery di Seul, Fiction intimes all’Espace Electra di Parigi, L’autre alla Biennale d’Art Contemporain di Lione. Invitata da Floriano De Santis ha esposto nelle rassegne La fable du monde al Museo Fondazione Luciana Matalon di Milano, Potere, inconscio e creatività a Villa Doria Panphili di Roma, Le costellazioni della figura, del paesaggio, della forma, della materia a Villa Borbone di Viareggio, Le figure del fuoco al Museo Fornace Pagliero di Castellamonte. La sua prima antologica intitolata Le mappe, le icone, gli itinerari, a cura di Valerio Volponi, è allestita nel 1992 negli splendidi spazi di Palazzo Lazzarini di Pesaro. Con le stampe d’arte è presente alla V, VI e VII edisione della Biennale dell’Incisione Italiana Contemporanea di Campobasso. L’artista Callegari, costantemente attiva con mostre nelle Marche, in Italia e all’estero, nel 2026 a settembre Museo delle Arti Decorative (alcune Sale dedicate alle opere realizzate con la tradizione dell’uso del vetro) Castello Sforzesco di Milano Collezione del patrimonio vetraio e Collezione Permanente di opere in vetro di artisti contemporanei di proprietà di Sandro Pezzoli. 2026 a settembre Mostra su opere che rappresentano la tradizione artistica del vetro, ideata da Sandro Pezzoli a Venezia/Murano “Spazio Sorelle SENT “ Spazio storico, Spazio artisti storici, Spazio artistico contemporaneo, curata dal letterato interdisciplinare Andrea Zepponi che curerà inoltre i lavori della stessa Lilian Rita Callegari (artista pittrice, multidisciplinare e artista visiva). Già presente alla Biennale d’arte contemporanea due anni fa e lo scorso anno al Premio Marche. Mostra degli Artisti svizzeri e Italiani e Internazionali
Infine fra innumerevoli eventi, una sua opera scelta per il Museo Permanente nel Castello e Sala del Capitano di Candelara/Pesaro unitamente ad artisti prestigiosi.
*Laura Margherita Volante, sociologa