Il codice civile di Napoleone
Il codice civile di Napoleone del 1804, ossia l’insieme delle leggi che Napoleone riforma per il popolo francese, è il risultato di un compromesso tra il vecchio regime chiamato anche “Ancien Regime” e il regime nuovo, ossia tra le leggi che esistevano prima della Rivoluzione francese e quelle emanate dopo la stessa.
Ispirato al diritto romano e alle consuetudini francesi, è organizzato in modo logico e sistematico. La più importante innovazione è l’aver dichiarato il valore supremo della legge che, mentre per noi oggi è scontato, in quel momento storico non era ancora stato sancito. Nel vecchio regime esisteva un codice di derivazione medievale, c’era ad esempio ancora la famosa legge del taglione “occhio per occhio, dente per dente”. Ciò significa che la legge non aveva il compito di tutelare il più debole o cercare di far ravvedere chi aveva sbagliato ma serviva per difendersi in maniera individuale e approssimativa contro chi aveva fatto del male.

Con il nuovo codice si mette in evidenza che la legge è uguale per tutti. Ecco cosa significa “sancire il valore supremo della legge”. Esiste cioè una cosidetta “uguaglianza giuridica” (abolizione dei privilegi feudali e primogenitura). Il codice afferma l’uguaglianza dei figli, maschi e femmine, soprattutto rispetto ai diritti ereditari.
Un altro elemento di forte innovazione è l’aver sancito la “laicità” dello Stato. Nello Stato laico ci sono due binari che, proprio perché tali, sono paralleli e non possono interferire tra loro: quello della Chiesa Cattolica e quello dello Stato Civile. Ciò significa affermare definitivamente che il Papa detiene solo il potere spirituale mentre lo Stato soltanto quello politico. Potere temporale e potere spirituale non devono prevaricare l’uno sull’altro neppure quando potrebbero esserci momenti di contatto. Tale affermazione della laicità dello Stato porta a introdurre il matrimonio civile e il divorzio regolato da procedure rigide e con differenze tra i diritti del marito e quelli della moglie, e questo al fine di garantire l’ordine sociale.
Il Codice definisce la proprietà come diritto sacro e inviolabile, pilastro della società e dell’economia e ne regola i modi di acquisto (diritto romano e consuetudini).
Altra novità importante è l’affermazione di alcune libertà individuali fondamentali: la libertà di coscienza, la libertà di economia e la libertà personale.
Il Codice sancisce inoltre la libertà d’impresa e riconosce la libertà del contratto il quale, una volta stipulato e firmato, diventa forza vincolante ossia legge tra le parti.
Altra novità riguarda la figura del Giudice il quale non può rifiutarsi di giudicare e non può legiferare.
Il Codice Napoleonico divenne modello per i codici civili di molti paesi europei e sudamericani, diffondendo i principi del liberalismo giuridico.
*Marilisa Palazzone, docente