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Estetica dell’opera unica tra arte e artigianato: il maestro Tommaso Filieri

L’opera di Tommaso Filieri si colloca in una dimensione rara e preziosa nel panorama contemporaneo: quella in cui l’arte nasce dalla manualità e si eleva a linguaggio culturale, capace di custodire memoria, identità e spiritualità. La sua produzione, che abbraccia paliotti d’altare, corredi liturgici, stendardi, arazzi, diademi, stole e abiti storici, si distingue per una straordinaria capacità di coniugare tradizione artigianale e visione artistica.

Originario di Galatone, (Lecce) Filieri si avvicina all’arte del ricamo attraverso una trasmissione familiare tutta al femminile, la nonna, la madre e la zia, da cui apprende non solo la tecnica, ma soprattutto il valore del gesto, della pazienza e della dedizione. 

Questo sapere, radicato nella quotidianità, si trasforma nel tempo in una pratica consapevole e rigorosa, che l’artista sviluppa e perfeziona fino a farne il fulcro della propria ricerca.

Questa ricerca raggiunge una dimensione ancora più profonda nel progetto legato alle ceneri degli ulivi distrutti dalla Xylella. 

In risposta a una delle più gravi ferite del territorio salentino, l’artista elabora una tecnica unica: le ceneri, raccolte nei luoghi colpiti, vengono setacciate, amalgamate con resine e applicate sul tessuto, per poi essere ricamate con filo d’oro. 

Nasce così un linguaggio in cui materia e memoria coincidono.  

Nel suo lavoro si compie un passaggio significativo e sempre più raro nel panorama contemporaneo: il ritorno consapevole alla dimensione dell’opera come manufatto unico, dove l’arte non si limita a concepire, ma si realizza pienamente attraverso la sapienza del fare.

Le opere di Filieri si collocano in quella zona fertile e spesso trascurata in cui i confini tra arte visiva e artigianato artistico si dissolvono. 

Non si tratta di una semplice contaminazione, ma di una vera e propria presa di posizione culturale: l’artista recupera la centralità della manualità, della tecnica e del dettaglio come strumenti di pensiero.

Osservando le sue creazioni, medaglioni, superfici decorate, elementi ornamentali e oggetti simbolici, emerge con evidenza una costruzione formale che richiama la tradizione decorativa mediterranea e, più in generale, il patrimonio delle arti applicate. In questo senso, il suo lavoro dialoga implicitamente con quella lunga tradizione che dalle botteghe rinascimentali giunge fino alle esperienze moderne delle Arti e Mestieri, dove l’opera è al tempo stesso estetica e funzionale, simbolica e materiale.

La componente ornamentale, centrale nella sua produzione, non è mai semplice decorazione. I motivi floreali, le geometrie, le dorature e gli inserti materici costruiscono un lessico visivo che rimanda a un immaginario stratificato: sacro e profano, memoria storica e sensibilità contemporanea convivono all’interno della stessa superficie. In particolare, l’uso dell’oro, dei rilievi e delle texture tattili restituisce all’opera una dimensione quasi liturgica, evocando oggetti votivi o preziosi manufatti d’arte antica, pur mantenendo una forte identità attuale.

È proprio nella cura del dettaglio che si manifesta la cifra più autentica della ricerca di Filieri. Ogni elemento è lavorato con precisione e intenzionalità, ogni composizione è frutto di un equilibrio costruito lentamente. In un’epoca dominata dalla riproducibilità e dalla serialità, queste opere affermano con decisione il valore dell’irripetibile: ciascun lavoro è unico, non replicabile, portatore di una propria autonomia estetica.

Si potrebbe leggere la sua produzione anche in relazione a figure come William Morris, che rivendicavano la dignità artistica dell’artigianato, oppure, in ambito italiano, alla tradizione delle arti decorative che ha sempre coniugato bellezza e tecnica. Tuttavia, Filieri non si limita a recuperare un modello: lo rielabora in chiave contemporanea, sottraendolo alla nostalgia e restituendolo a una funzione attuale.

Particolarmente significativo è il rapporto tra oggetto e simbolo. 

Le opere non sono semplici elementi decorativi, ma assumono una dimensione narrativa: raccontano appartenenze, identità, valori. 

Il ventaglio, il medaglione, la forma circolare diventano archetipi visivi, contenitori di significato che dialogano con chi osserva.

In questa prospettiva, l’arte di Filieri si configura come una pratica che restituisce dignità culturale al gesto artigianale, elevandolo a linguaggio artistico pienamente consapevole. Il suo lavoro dimostra come, anche oggi, sia possibile coniugare tradizione e contemporaneità senza rinunciare né alla qualità tecnica né alla profondità espressiva.

Le sue opere chiedono di essere guardate da vicino, quasi toccate: invitano a rallentare lo sguardo, a riconoscere il valore del tempo e della cura. In esse, l’arte torna a essere esperienza concreta, materia viva, testimonianza di un sapere che resiste e si rinnova.

1. Medaglione con monogramma (opera a rilievo con elementi materici)

Quest’opera si presenta come un medaglione di forte impatto simbolico, in cui la centralità del monogramma richiama immediatamente una dimensione identitaria e quasi araldica. La composizione è costruita attraverso una raffinata lavorazione a rilievo, impreziosita da elementi decorativi che evocano la gioielleria antica e l’arte orafa.

La materia assume un ruolo determinante: non è solo superficie, ma struttura portante dell’immagine. L’artista utilizza inserti, texture e cromie per creare un effetto di profondità che trasforma l’oggetto in un microcosmo visivo. Il fondo scuro amplifica la luminosità degli elementi dorati e delle pietre, generando un contrasto che esalta il valore simbolico dell’opera.

Il medaglione si configura così come oggetto-simbolo, sospeso tra arte e prezioso manufatto, in cui la tradizione decorativa si rinnova in chiave contemporanea.

2. Pannello circolare ornamentale (motivo floreale in rilievo su fondo rosso)

In questa opera, la forma circolare diventa spazio di equilibrio e armonia, all’interno del quale si sviluppa un fitto intreccio ornamentale di chiara matrice vegetale. Il motivo floreale, realizzato in rilievo dorato, si staglia su un fondo rosso intenso, creando un dialogo cromatico di grande eleganza.

La composizione richiama esplicitamente la tradizione decorativa mediterranea e barocca, ma viene reinterpretata attraverso una sensibilità contemporanea che privilegia la sintesi formale e la purezza del segno. L’uso della luce, riflessa sulle superfici dorate, conferisce all’opera una dimensione dinamica, quasi vibrante.

La presenza di elementi puntuali luminosi (inserimenti brillanti) introduce un ritmo visivo che rompe la staticità della forma circolare, trasformandola in un campo energetico. L’opera diventa così un equilibrio tra ordine e movimento, tra tradizione e innovazione.

Medaglione floreale (opera in teca, composizione materica)

Quest’opera si distingue per la sua forte valenza oggettuale: la collocazione in teca ne sottolinea il carattere prezioso, quasi museale. Il motivo floreale centrale, realizzato con una lavorazione plastica e dorata, si sviluppa in una composizione circolare che richiama antichi manufatti decorativi.

Il rosso del fondo, intenso e materico, dialoga con l’oro creando un contrasto cromatico di grande forza evocativa. I dettagli luminosi inseriti nei punti nodali della композиzione accentuano la dimensione simbolica del fiore, inteso come elemento di rinascita, armonia e continuità.

La lavorazione evidenzia una particolare attenzione alla tridimensionalità: l’opera non è solo da guardare, ma da percepire nella sua consistenza fisica. In questo senso, Filieri restituisce all’arte una dimensione tattile, raramente presente nella produzione contemporanea.

4. Ventaglio ornamentale “Divinamente Donna” 2026

Il ventaglio rappresenta una delle espressioni più significative della ricerca di Filieri, in cui l’oggetto funzionale si trasforma in opera d’arte. La struttura semicircolare accoglie una raffinata decorazione floreale, realizzata con estrema precisione e leggerezza.

Il fondo rosso, impreziosito da motivi bianchi e dettagli dorati, richiama la tradizione delle arti decorative europee e orientali, mentre il disegno mantiene una chiarezza compositiva che ne sottolinea l’eleganza formale. La presenza del marchio “Divinamente Donna” introduce una dimensione contemporanea, legando l’opera a un contesto culturale e simbolico preciso.

Il ventaglio diventa così metafora di grazia, identità e femminilità, ma anche esempio concreto di come l’artigianato possa elevarsi a linguaggio artistico. L’equilibrio tra leggerezza visiva e complessità tecnica testimonia una padronanza esecutiva che è parte integrante del valore dell’opera.

L’arte di Tommaso Filieri si distingue per la capacità di restituire centralità al gesto artigianale, elevandolo a forma di pensiero. In un’epoca dominata dalla serialità, le sue opere riaffermano il valore dell’unicità, della lentezza e della cura.

La sua ricerca si inserisce idealmente nel solco delle Arti e Mestieri, ma se ne distacca per una forte connotazione contemporanea, radicata nel territorio e nella memoria collettiva. Le sue creazioni non sono soltanto oggetti estetici, ma luoghi di significato, in cui materia, storia e identità si intrecciano.

In Filieri, il ricamo diventa linguaggio, la materia diventa memoria, e l’opera si fa testimonianza viva di un sapere che resiste, si trasforma e continua a parlare al presente.

*Regina Resta, presidente Verbumlandiart